Bianco
Imbacuccato Nel manto Non distinguo più Se sono io o Neve Continua a leggere Bianco
Imbacuccato Nel manto Non distinguo più Se sono io o Neve Continua a leggere Bianco
Sono Il micio Che non hai. Respiro nel tuo sogno Accoccolato Continua a leggere Mastercat
Amo il mio gatto. Lui non cammina, incede. Ha il manto multicolore come un arcobaleno senza luce. Nessuno sa da dove venga, lo circonda il mistero. Il suo sguardo si incunea persino nella coscienza: parla senza voce, comunica senza vocaboli. Amo il mio gatto ed il calore che diffonde con la sola presenza. Lo accarezzo e una benefica vibrazione si trasmette alle terminazioni nervose; lo … Continua a leggere Mastercat
N essun A ssembramento T ra A mici, L iturgie E scluse Continua a leggere Natale 2020
La posizione scelta consentiva di scrutare l’intero piazzale Roma senza che nessuno potesse notare la mia presenza. Il bus, modello turismo, troneggiava nel centro, monumento all’agglomerato su ruote, con le sedute disposte in fila, riflesso di quell’ordine e simmetria che l’uomo cerca invano di imporre a sé stesso a scapito della fantasia, dell’immaginazione, del sogno. Avvertivo il vociare sommesso farsi più insistente, il tono più … Continua a leggere Un futuro da scrivere
N ormali A lbe T orneranno, A llietando L ivorosi E siliati Continua a leggere Pensiero natalizio
L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove … Continua a leggere A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)
Ricordate che il nostro obiettivo è raggiungere la piena consapevolezza di sé, abbandonando pensieri ed emozioni negativi, centrando la propria attenzione sul momento presente e conseguire il necessario distacco per interpretare correttamente la realtà, Assumete ora una posizione ferma e imperturbabile. Badate al vostro respiro, a come si muove dalle zampe su su fino al becco, alle ali, al corpo intero. Gli occhi devono essere … Continua a leggere Lezioni di mindfulness
Vivrò un solo giorno. Per una sola volta questi occhi senza iride vedranno la luce, …i colori. Solo ora posso sorridere, con labbra eternamente mute. Continua a leggere Carnevale a Venezia
Non c’è giustizia. Devo starmene qui, accontentarmi della fragranza del rosmarino e sperare nel passaggio di qualche anima buona per una carezza di conforto. Beati i tempi in cui i padroni facevano a gara per essere loro, grazie a me, a poter mettere il naso fuori casa. Poi ci si è messo di mezzo il sindacato a protestare per un ipotetico maltrattamento della razza canina. … Continua a leggere Lockdown
(il seguito di “Cuore a pezzi” e “Delusione d’amore”) Il lugubre rintocco della campana a morto fece rabbrividire Elisa. Dall’altro lato della strada, quasi nascosta, guardava uscire il feretro dalla chiesa mentre, sul sagrato, una folla mesta porgeva l’ultimo saluto a quella bara coperta di gigli bianchi. Stretta nel suo cappotto, con gli occhi lucidi, Elisa rincorreva le domande che si susseguivano ininterrotte: anche lei … Continua a leggere Doppio inganno
Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo Continua a leggere Blaise Pascal
La vita che si sofferma a guardare la morte comprende la nobiltà eroica del proprio ostinarsi ad ascendere e a perpetuarsi nel buio (Sibilla Aleramo) Continua a leggere La vita che si sofferma …, Sibilla Aleramo
“La tavola era apparecchiata sotto la tettoia dei carri. C’erano quattro lombate di bue, sei fricassee di pollo, un umido di vitello, tre cosciotti arrosto, e, nel mezzo, un bel maialino di latte allo spiedo, circondato da quattro salsicciotti all’acetosella. Negli angoli troneggiavano le bottiglie di acquavite e il sidro dolce, imbottigliato, premeva con la sua spuma densa contro i turaccioli. Tutti i bicchieri erano … Continua a leggere Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)
L eggiadro U signolo C antaci I neffabili A rie Continua a leggere 13 dicembre
(Scrivere un racconto adottando un linguaggio medico specialistico, tipico degli addetti ai lavori) XVIII Congresso Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa Apertura prima sessione: Lectio magistralis del Prof. Louis Remoulet Moderatore: Ed ora la parola al Magnifico Chiarissimo Rettore Prof. Remoulet, Université des Etudes Supérieurs de la Sorbonne, de Sully sur Seine, che ci relazionerà sul tema: “Visibility aids for pedestrian and cyclist: neocortical suggestions … Continua a leggere Congresso di medicina
Scrivete un racconto in cui siano presenti due personaggi coinvolti in una situazione significativa dell’esistenza. Le gocce di pioggia battevano con violenza sui vetri della finestra, mentre un branco di nuvole color piombo si muoveva minaccioso sospinto da raffiche di vento. Nella stanza silenziosa la lampada sulla scrivania illuminava la pagina del 12 marzo dell’agenda di cuoio. Accanto alla lista dei pazienti una V vergata … Continua a leggere L’appuntamento
Parole chiave: scena, acquetta, erbette, Firenze, ascendenza, acerbezza, efficienza, accento, badessa, accademia, contessa, accetta, Empoli, maglietta, cicaleccio, capelli, febbre, stelle, argento, mangiatoia Ci avevano teso un’imboscata nel tragitto tra Empoli e Firenze. La badessa, con la sua proverbiale efficienza, era riuscita a soccorrerci, nascondendoci nell’edificio della vicina accademia e procurandoci un caldo brodo di erbette che a noi era allora apparso come cibo degli dei. Eravamo sudici, … Continua a leggere Soldati
Parole chiave: scena, acquetta, erbette, Firenze, ascendenza, acerbezza, efficienza, accento, badessa, accademia, contessa, accetta, Empoli, maglietta, cicaleccio, capelli, febbre, stelle, argento, mangiatoia A Firenze la contessa, che vantava un’altisonante ascendenza, mi aveva accolta come una figlia. Era intrappolata in quell’età ove lo specchio rimanda giorno dopo giorno l’immagine di una sfioritura inarrestabile, e subito mi accorsi di quanto invidiava la mia acerbezza, il mio incarnato roseo, i … Continua a leggere Cuore a pezzi
A Fiesole si incontrano la Contessa Ernesta, aristocratica nobildonna decaduta, ed Elisa. Elisa: Contessa Ernesta! Contessa Ernesta: Elisa! Elisa: da quanto tempo non ci vediamo! Contessa Ernesta: Un anno, oggi, primavera. Eravamo a Firenze Elisa: Sì, ricordo … tu avevi la febbre Contessa Ernesta: La febbre, sì quella. Era febbre d’amore Elisa: Non mi avevi detto niente: Chi è lui? Ma perché quella faccia? Contessa … Continua a leggere Delusione d’amore
(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini
Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile – da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”. Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni. Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo. … Continua a leggere Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro
Al liceo Cesare Battisti è giorno di esami. Il Prof. Manzoni è pronto col registro ben aperto. Buon giorno a tutti. Allora che cos’è tutta questa ressa? Un po’ di efficienza per favore. Tutti quelli che devono fare l’esame con me sono pregati di mettersi in corridoio. Mi raccomando, al minimo accenno di cicaleccio mi alzo e sospendo le interrogazioni. Un avvertimento che valga per … Continua a leggere Un professore intransigente
(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)
Se qualcuno fosse stato presente nella cucina, avrebbe sicuramente sobbalzato, spaventato e stupito da quegli strani rumori provenienti dal cassetto delle posate. Era compito del cucchiaino da the dare il segnale: al suo via si scatenava la festa! Ogni notte così: forse vittime felici di un qualche misterioso incantesimo si ritrovavano, non più oggetti inanimati bensì esseri senzienti. Erano ormai note le abitudini di Elisa, … Continua a leggere Vita da…posate
Racconto con le parole: Gianni Morandi, facocero, brodo, bicicletta, prosecco, asteroide, opimo, rossetto Continua a leggere Esercizio
Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tanto spaventoso: era una specie di soriano, più grosso di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’istrice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)
Mia madre sapeva raccontare le storie. Bambina riottosa e viziata, l’unico modo per quietarmi era ricorrere all’incantamento della favola. Come, per esempio, quando mi ostinavo a voler usare solo il cucchiaio, sebbene, seduta a tavola, conoscessi ormai le regole del corretto uso di tutte le posate. “Stanotte che diranno di te?” scherzava mamma, mentre cantilenava la taumaturgica filastrocca coniata per l’occasione: Il coltello taglia e … Continua a leggere Quando imparai l’uso delle posate
Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti. Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare … Continua a leggere Ricordi