Ricordi

Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti.

Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare la sua amata Rita e chiederle perché avesse deciso di andarsene lei per prima. Di mercoledì.

Era singolare come la loro storia ruotasse intorno a quella giornata: la festa di compleanno dove aveva osato chiederle il numero di telefono; il primo bacio rubato al concerto di Gianni Morandi, mentre migliaia di fiammelle ondeggiavano dolcemente al suono di Un mondo d’amore; il sorprendente annuncio televisivo del pericoloso avvicinamento al pianeta di un gigantesco asteroide.

Il fatidico passaggio, sorvegliato con trepidazione dall’Osservatorio Astronomico, era previsto proprio per la notte di un mercoledì. Rita aveva pensato bene di neutralizzare l’ansia alzando un calice di prosecco: Pazienza se questo dannato asteroide Opimo CC 1996 ci annienterà, moriremo insieme e nessuno dei due dovrà piangere l’altro”. Ma l’enorme roccia spaziale aveva in mente una traiettoria diversa, come testimoniavano le macchie di rossetto lavate la mattina dopo.

Fedeli alla ricorsività di quel giorno, il loro matrimonio era avvenuto di mercoledì, in un pomeriggio di dicembre freddo e nevoso, riscaldato da una tazza di brodo bollente davanti al camino acceso del loro nido d’amore. Non ci fu cena migliore nei mercoledì che seguirono.

Isidoro, a fine visita, come tutte le volte si congedò con l’affettuoso saluto, “Ciao, mia scimmietta nasica”. Gli sfuggì un sorriso al ricordo della passione di Rita per gli animali brutti, difesi perché ingiustamente derisi da tutti. Lui, nell’intimità, era quindi diventato il suo “irsuto facocero”, mentre, per sé stessa, aveva scelto questo buffo primate, per burlarsi del suo mal tollerato naso a patata.

Quel mercoledì, mentre pedalava verso casa, una bruma piovigginosa gli inumidiva il viso.

O forse erano solo lacrime.

(Basato su otto parole per inventare una storia: bicicletta, brodo, Gianni Morandi, rossetto, asteroide, prosecco, opimo, facocero).

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