Eternità

Nel ripiano più alto della libreria conservo la vecchia scatola di legno che custodisce le fotografie di nonna. Sembra un piccolo forziere. Quando sollevo il coperchio ne fuoriesce un profumo di antico, un aroma di carta ingiallita che si mescola all’odore di resina proveniente dal contenitore. Vi sono foto piccole, che la ritraggono giovane, mollemente addossata ad un covone di fieno, seduta sul prato coi … Continua a leggere Eternità

Solitudine

Era il muro di pietra che si sgretolava alle spalle. Era il colore dal contrasto stridente. Era l’attesa snervante che la zittiva. Era il capolino gentile verso il silenzio opprimente. Era il sospiro trattenuto. Era la bocca dilatata in uno sbadiglio. Era la notte che segue il giorno. Era l’incubo che bussava al suo sonno. Era la promessa non mantenuta. Era il posto vuoto di … Continua a leggere Solitudine

Un anziano

(Konstantinos Kavafis – lipogramma in E) In un bar. Frastuono. A un tavolino sta appartato un anziano. Ricurvo, con un quotidiano dinnanzi. Solo. Rimugina i suoi avviliti anni passati, a quanto poco sfruttò la vita, quando forza, facondia, vitalità furono padroni. Molti anni sono trascorsi: lo sa, pur tuttavia gli fa gioia immaginar sia solo poco fa. Distanza corta, distanza limitata. Ritorna il ricordo di … Continua a leggere Un anziano

Giorni nostri

Come diceva il sommo e saggio Dante: nel mezzo del cammino della vita, (anche se ora può sembrar pedante) la retta via sappiamo aver smarrita. Ma questo è niente, lasciate che vi dica Quand’è la speme ad essere perita! L’anno passato, che Dio lo maledica, non ci trovammo in una selva oscura, bensì di fronte a una peggior nemica. Il sol pensarlo è ancor fatica … Continua a leggere Giorni nostri

Frequenze

Margherita amava i fiori. Sarà stato per il nome, scelto dalla madre, che pure aveva nome Viola. O forse perché da bambina le metteva tanta allegria guardare il nonno mentre curava, a fianco dell’orto coi suoi prodotti dalle infinte sfumature del verde, quel lembo di terra ricco di colore. Oppure perché, da quando si era trasferita in città, i vasi del terrazzo erano i soli, … Continua a leggere Frequenze

Quiz

Quattro queruli questurini quarantenni – Quirino, Quarto, Quasimodo, Quintinio – questionavano quotidianamente quisquiglie. Quirino, quello quotato, questuò: “Quanti quaquaraquà! Quietatevi. Qui quattro quaderni quadrettati, quattro questioni qualitativamente qualificanti”. Quarto: “Quantistica: quid qualia/quanti”. Quasimodo: “Quadrupedia: querelle quartetto Quaglia/Qui-Quo-Qua. Quale quadratura”? Quintinio: “Quadrisillabi: quaresima, quarantena … qui quintuplicare”. Quirino: “Quantificare quota quoziente quattro questurini”. Quorum: qualcuno qualunquista, qualcuno quadratino…. Quirino qualificato “Quintessenza”. Continua a leggere Quiz

Usi alternativi e significato simbolico del bidet

Mamma non vuole che io usi il bidet in questo modo. Dice che è stato inventato per altri fini, ben noti. Lo so bene. Ciononostante so anche come spesso venga utilizzato per scopi alternativi; perché non il mio allora? Così ho cominciato una lunga ed estenuante discussione con mia madre, durante la quale ho ampiamente dimostrato l’esattezza della mia tesi descrivendo le singole esperienze rivelatrici, … Continua a leggere Usi alternativi e significato simbolico del bidet

La leggenda del pianista sull’oceano

Troveresti tanto tedioso trascorrere totalità tuo tempo terreno tra transoceanici trasferimenti, trascurando terraferma? Trombettista tramandò teatrale testimonianza. Trama Transatlantico: truppa timoniera tutelò, trastullandolo, tenero trovatello, trattenendone tracce. Tipetto trovò tutto tanto trendy! Trasformatosi talentuoso tastierista, trasognato titillava tasti (tipo Tiersen) traendone toccanti tonalità. Tutto trionfava: tavoleggianti tra tavolini-tazze-tazzine traballanti, tight, taffetà, tabacchiere, tappezzerie, tappeti, turisti trascinanti travolgenti tanghi . Tic-tac, tic-tac: tanto tempo trascorse. Terra! … Continua a leggere La leggenda del pianista sull’oceano

Il bidet

Quando nel giorno del 50° anniversario di matrimonio Mr. Jefferson aprì la busta consegnata dai figli, esultò e subito la sventolò con eccitazione davanti al collo allungato di un’incuriosita Mrs. Jefferson. Da una vita intera sognava l’Italia, soggiogato da mirabolanti narrazioni di sole, mare, cucina, musica e cultura. Ormai, a ottant’anni, si era rassegnato a rinchiudere nel cassetto il desiderio di un viaggio, ma ora … Continua a leggere Il bidet

Il fuoco dentro

Il signor V. era quel tipo di uomo che si suole definire “comune”, nel suo caso sarebbe più corretto il termine “banale” o, ancor meglio: la raffigurazione della banalità. Non lo si poteva definire brutto, secondo i canoni classici, tuttavia risultava inespressivo, privo di linfa vitale. Un individuo tanto insignificante da risultare invisibile, un “mister cellophane”; quel tipo di uomo di cui, l’attimo seguente alle … Continua a leggere Il fuoco dentro

Il ritratto di Dorian Gray

Decantato dovunque “Divino!”, Dorian divenne delizioso dipinto. Divino: dono durevole? “Dorian, Dorian, dopo decenni dovrai distaccartene, dimostrando declino!” decretò deplorevole detrattore. “Diamine, quindi dopo diciannovemila domani diventerò decrepito?”, domandò Dorian dolendosene. “Dai, divertiti, distraiti, diventa dionisiaco!” Divenne dunque damerino, discepolo di dubbie discipline (droghe, delitti, dissipatezza), disprezzando dottrine dirimenti del disegnatore del dipinto (da Dorian debellato) . Decise demoniaci dettagli di duale dimorfismo: Dorian-dandy durevolmente … Continua a leggere Il ritratto di Dorian Gray

Quello che ci è rimasto

Rienderien, 20 marzo 2025 Ce lo ripetevamo in continuazione. Era la grande incognita il dopo a cui dovevamo guardare – quando tutto fosse finito; – quando gli anni trascorsi a inseguire il nemico finalmente fossero nulla di più che un frammento di passato da non temere; – quando, infine, si fosse dovuto scoprire l’eredità lasciata dallo sconvolgimento delle nostre vite da sopravvissuti, dall’interruzione coatta dell’incontro … Continua a leggere Quello che ci è rimasto

Reminiscenze

“Mamma, guarda! C’è la foto dalla nostra casa delle vacanze con una morta!” Rossella, seduta al tavolo davanti alla scatola di latta delle fotografie di famiglia, guardava una vecchia foto in bianco e nero con un’espressione visibilmente sbigottita. “Ma no sciocchina, quelli sono nonna e nonno quando erano giovani. Sono in soggiorno, vai, così potrai chiedere a loro che cos’era successo”. Curiosa, Rossella raggiunse subito … Continua a leggere Reminiscenze

Una luce c’è in primavera (lipogramma in A)

Un vivo luccichio c’è sul finire del terzo mese invisibile nel resto del tempo e nel susseguirsi d’equinozi e solstizi – Nel giungere di questo nuovo mese un colore si tinge fuori sulle distese deserte che il conoscere non può comprendere come invece lo spirito dell’uomo sente. Indeciso sul tenero verde, è contorno del fusto più remoto sul pendio spinto oltre il tuo pensiero e … Continua a leggere Una luce c’è in primavera (lipogramma in A)

una immagine, una storia (esercizio)

Conobbi Giorgio del tutto casualmente in un bar del centro. Evidentemente fu subitanea attrazione reciproca. Ci scambiammo i numeri telefonici e cominciò la nostra frequentazione. Stridente la nostra coppia: lui in abiti raffinati con l’immancabile cravatta ben abbinata, le scarpe lucide e i gemelli ai polsini; io con ampie gonne dai mille colori, gli innumerevoli bracciali e collane tintinnanti al mio passaggio, la chioma fiammeggiante … Continua a leggere una immagine, una storia (esercizio)