Lentezze veloci

scrivere un racconto in cui la prima frase abbia 4 parole (prima cifra della sequenza), la seconda frase deve avere 2 parole (seconda cifra della sequenza) e così via, fino al termine. Ovviamente, il racconto deve avere senso compiuto 4 C’era una volta 2 una tartaruga 5 tristemente impegnata a girovagare solitaria 7 col pensiero fisso di arrivare sempre ultima. 7 Venne il giorno in … Continua a leggere Lentezze veloci

Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Uno dei cassetti di Annie Reeves conteneva – ho fatto questa lista per non dimenticarmene: la metà di una vecchia tenda di rasatello verde, piena di bruciature di sigaretta: due anelli da tenda, di ottone, rotti; una sottana macchiata, strappata sul davanti, di cotone bianco; due paia di calzini da uomo, pieni di buchi; un reggiseno, taglia 44, un modello del 1937, a mio avviso, … Continua a leggere Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

[…] E come l’imenottero studiato da Fabre, la vespa scarificatrice, che per assicurare ai piccoli, dopo la sua morte, della carne fresca da mangiare, chiama l’anatomia in aiuto della crudeltà e, catturato qualche ragno o punteruolo, gli trafigge con una sapienza e un’abilità meravigliosa il centro nervoso da cui dipende il movimento delle zampe, ma non le altre funzioni vitali, in modo che l’insetto paralizzato, … Continua a leggere Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

L’Infinito (lipogramma in A)

Sempre diletto mi fu quest’ermo colle, e il suo verde intorno, che molto dell’ultimo orizzonte l’occhio esclude. Qui seduto, contemplo infinite distese oltre quello, ed eterni silenzi, e sommerse quietitudini io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor si perde. E come il vento odo stormir in queste foglie, io quello infinito silenzio confronto col fruscio inteso: e mi sovvien l’eterno, e i … Continua a leggere L’Infinito (lipogramma in A)

Coazione a ripetere

Di famiglia appartengo a una generazione contadina, rude e di poche parole. Da mio padre ho ereditato scarni insegnamenti, ma di uno sono diventato massimo esperto: “Dire pane al pane e vino al vino”, poiché, “se sei maschio – mi educò – non devi fare la femmina, non devi perderti in smancerie, devi sempre far valere le tue opinioni”. E io così ho sempre fatto, … Continua a leggere Coazione a ripetere

A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove … Continua a leggere A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

Lezioni di mindfulness

Ricordate che il nostro obiettivo è raggiungere la piena consapevolezza di sé, abbandonando pensieri ed emozioni negativi, centrando la propria attenzione sul momento presente e conseguire il necessario distacco per interpretare correttamente la realtà, Assumete ora una posizione ferma e imperturbabile. Badate al vostro respiro, a come si muove dalle zampe su su fino al becco, alle ali, al corpo intero. Gli occhi devono essere … Continua a leggere Lezioni di mindfulness

Lockdown

Non c’è giustizia. Devo starmene qui, accontentarmi della fragranza del rosmarino e sperare nel passaggio di qualche anima buona per una carezza di conforto. Beati i tempi in cui i padroni facevano a gara per essere loro, grazie a me, a poter mettere il naso fuori casa. Poi ci si è messo di mezzo il sindacato a protestare per un ipotetico maltrattamento della razza canina. … Continua a leggere Lockdown

Doppio inganno

(il seguito di “Cuore a pezzi” e “Delusione d’amore”) Il lugubre rintocco della campana a morto fece rabbrividire Elisa. Dall’altro lato della strada, quasi nascosta, guardava uscire il feretro dalla chiesa mentre, sul sagrato, una folla mesta porgeva l’ultimo saluto a quella bara coperta di gigli bianchi. Stretta nel suo cappotto, con gli occhi lucidi, Elisa rincorreva le domande che si susseguivano ininterrotte: anche lei … Continua a leggere Doppio inganno

Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

“La tavola era apparecchiata sotto la tettoia dei carri. C’erano quattro lombate di bue, sei fricassee di pollo, un umido di vitello, tre cosciotti arrosto, e, nel mezzo, un bel maialino di latte allo spiedo, circondato da quattro salsicciotti all’acetosella. Negli angoli troneggiavano le bottiglie di acquavite e il sidro dolce, imbottigliato, premeva con la sua spuma densa contro i turaccioli. Tutti i bicchieri erano … Continua a leggere Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

Congresso di medicina

(Scrivere un racconto adottando un linguaggio medico specialistico, tipico degli addetti ai lavori) XVIII Congresso Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa Apertura prima sessione: Lectio magistralis del Prof. Louis Remoulet Moderatore: Ed ora la parola al Magnifico Chiarissimo Rettore Prof. Remoulet, Université des Etudes Supérieurs de la Sorbonne, de Sully sur Seine, che ci relazionerà sul tema: “Visibility aids for pedestrian and cyclist: neocortical suggestions … Continua a leggere Congresso di medicina

L’appuntamento

Scrivete un racconto in cui siano presenti due personaggi coinvolti in una situazione significativa dell’esistenza. Le gocce di pioggia battevano con violenza sui vetri della finestra, mentre un branco di nuvole color piombo si muoveva minaccioso sospinto da raffiche di vento. Nella stanza silenziosa la lampada sulla scrivania illuminava la pagina del 12 marzo dell’agenda di cuoio. Accanto alla lista dei pazienti una V vergata … Continua a leggere L’appuntamento

Delusione d’amore

A Fiesole si incontrano la Contessa Ernesta, aristocratica nobildonna decaduta, ed Elisa. Elisa: Contessa Ernesta! Contessa Ernesta: Elisa! Elisa: da quanto tempo non ci vediamo! Contessa Ernesta: Un anno, oggi, primavera. Eravamo a Firenze Elisa: Sì, ricordo … tu avevi la febbre Contessa Ernesta: La febbre, sì quella. Era febbre d’amore Elisa: Non mi avevi detto niente: Chi è lui? Ma perché quella faccia? Contessa … Continua a leggere Delusione d’amore

Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro

Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile – da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”. Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni. Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo. … Continua a leggere Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro

Un professore intransigente

Al liceo Cesare Battisti è giorno di esami. Il Prof. Manzoni è pronto col registro ben aperto. Buon giorno a tutti. Allora che cos’è tutta questa ressa? Un po’ di efficienza per favore. Tutti quelli che devono fare l’esame con me sono pregati di mettersi in corridoio. Mi raccomando, al minimo accenno di cicaleccio mi alzo e sospendo le interrogazioni. Un avvertimento che valga per … Continua a leggere Un professore intransigente

Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tan­to spaventoso: era una specie di soriano, più gros­so di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’i­strice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Quando imparai l’uso delle posate

Mia madre sapeva raccontare le storie. Bambina riottosa e viziata, l’unico modo per quietarmi era ricorrere all’incantamento della favola. Come, per esempio, quando mi ostinavo a voler usare solo il cucchiaio, sebbene, seduta a tavola, conoscessi ormai le regole del corretto uso di tutte le posate. “Stanotte che diranno di te?” scherzava mamma, mentre cantilenava la taumaturgica filastrocca coniata per l’occasione: Il coltello taglia e … Continua a leggere Quando imparai l’uso delle posate

Ricordi

Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti. Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare … Continua a leggere Ricordi