Giorni nostri

Come diceva il sommo e saggio Dante: nel mezzo del cammino della vita, (anche se ora può sembrar pedante) la retta via sappiamo aver smarrita. Ma questo è niente, lasciate che vi dica Quand’è la speme ad essere perita! L’anno passato, che Dio lo maledica, non ci trovammo in una selva oscura, bensì di fronte a una peggior nemica. Il sol pensarlo è ancor fatica … Continua a leggere Giorni nostri

Donne

Non mi fidavo di Lei: era giovane, bella, intraprendente e disinvolta. Con l’intento di appurare la sua vera natura e verificarne la buona fede, chiesi a Betty di pedinarla. Ci accordammo per incontri settimanali durante i quali, di fronte a un tè con pasticcini, mi avrebbe ragguagliato sul lavoro svolto. La mia cara amica si adoperò alla missione affidatale con grande impegno e abnegazione. Coi … Continua a leggere Donne

Il tempo tutto lenisce (“Il museo degli sforzi inutili” Cristina Peri Rossi)

“Quando mi separai da lei, mi diressi rapidamente a un banco dei pegni. Avevo bisogno di una bella fetta di tempo da mettere sopra le ferite, per farle rimarginare e guarire. Le ferite erano distribuite in modo diseguale, ma dolevano tutte; ve n’erano alcune più profonde di altre: un’ampia lesione all’orgoglio, per esempio, sanguinava quasi di continuo e ritenni indecoroso mostrarmi così in pubblico. La … Continua a leggere Il tempo tutto lenisce (“Il museo degli sforzi inutili” Cristina Peri Rossi)

P come Pessoa

Potessimo procreare parecchie persone palpabilmente presenti pur preservando primigenia personalità! Proprio Pessoa, poeta portoghese pure prosatore, prova piacere progettando poliedriche, plurime, polifoniche persone parallele propria presenza (proibito però pronunciarle pseudonimo): profumi pirandelliani. Pregresso Pessoa, padroneggia poi passeggeri pellegrini, percorrendo paesaggi psicologici. Personificando peculiari profili parlanti, pubblica parecchio: pessimismo, pudore, privatezza, patriottismo prefigurano percezioni passionali, paradisi perduti, patemi, piaceri, paure, presentimenti, preveggenze. Poderosa pubblicazione postuma – … Continua a leggere P come Pessoa

Sacco e Vanzetti’s drabble (in S e V)

“Signori: Sacco sparò!” sentenziarono. “Suolo solo scarpe, signore!” sbottò Sacco Seguirono sadici sussurri “Sono socialisti! Sovversivi”, “sono solo sospetti, siete sicuri?” Sbirri silenziosi scortarono Sacco, scoraggiato, sconfortato. Stupido sentimentale! serbava sciocca speranza. Sognava : svegliati, scappiamo! Si schieravano scandalizzati, speranzosi sindacalisti: Salvatelo! Scellerati statunitensi. Solo, salì sulla sedia, Spirò. Vanzetti vagava. Venne visto. Vigliacchi voltafaccia variarono verità! Virgineo villano, vilipeso, vituperato. Visionario, vaneggiava vittorie volgari. … Continua a leggere Sacco e Vanzetti’s drabble (in S e V)

Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro

Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile – da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”. Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni. Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo. … Continua a leggere Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro