Casa di Tartalù (in: Il libro delle case, di Andrea Bajani)

Casa di Tartaruga Lo spazio non è molto, ma l’impressione non è di un luogo angusto. E’ concepito per un unico inquilino, una sorta di monolocale con lo stretto indispensabile. L’entrata è una sola, sul davanti. Da lì Tartaruga guarda il mondo; da lì, si ritira. Sulla parte posteriore ci sono due finestre sempre aperte, da cui entra luce ed escono le zampe. Altre due … Continua a leggere Casa di Tartalù (in: Il libro delle case, di Andrea Bajani)

Pensieri coniugali (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

“Che pover’uomo! Che pover’uomo!”, esclamava sottovoce, mordicchiandosi le labbra. D’altra parte, i suoi modi la irritavano sempre più: con gli anni diventava grossolano: alle frutta, tagliava il tappo delle bottiglie vuote; dopo aver mangiato, si passava la lingua sui denti; inghiottendo la minestra, gorgogliava ad ogni cucchiaiata e, siccome cominciava ad ingrassare, gli occhi, già piccoli, sembrava gli salissero verso le tempie per la pienezza … Continua a leggere Pensieri coniugali (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Uno dei cassetti di Annie Reeves conteneva – ho fatto questa lista per non dimenticarmene: la metà di una vecchia tenda di rasatello verde, piena di bruciature di sigaretta: due anelli da tenda, di ottone, rotti; una sottana macchiata, strappata sul davanti, di cotone bianco; due paia di calzini da uomo, pieni di buchi; un reggiseno, taglia 44, un modello del 1937, a mio avviso, … Continua a leggere Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

[…] E come l’imenottero studiato da Fabre, la vespa scarificatrice, che per assicurare ai piccoli, dopo la sua morte, della carne fresca da mangiare, chiama l’anatomia in aiuto della crudeltà e, catturato qualche ragno o punteruolo, gli trafigge con una sapienza e un’abilità meravigliosa il centro nervoso da cui dipende il movimento delle zampe, ma non le altre funzioni vitali, in modo che l’insetto paralizzato, … Continua a leggere Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove … Continua a leggere A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

“La tavola era apparecchiata sotto la tettoia dei carri. C’erano quattro lombate di bue, sei fricassee di pollo, un umido di vitello, tre cosciotti arrosto, e, nel mezzo, un bel maialino di latte allo spiedo, circondato da quattro salsicciotti all’acetosella. Negli angoli troneggiavano le bottiglie di acquavite e il sidro dolce, imbottigliato, premeva con la sua spuma densa contro i turaccioli. Tutti i bicchieri erano … Continua a leggere Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tan­to spaventoso: era una specie di soriano, più gros­so di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’i­strice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

Il grande specchio sulla credenza riflette la tavola e i commensali. Lo specchio riflette Veneering: quarant’anni, capelli ondulati, bruno, tendenza alla pinguedine, finto, misterioso, opaco… una specie di profeta velato, abbastanza bello, ma che non fa profezie. Riflette la signora Veneering: bionda, naso aquilino e mani rapaci, capelli non così mossi come potrebbe averli, splendido vestito e splendidi gioielli, entusiasta, condiscendente, consapevole di avere su … Continua a leggere Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica. (Gustavo Zagrebelsky) Continua a leggere Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky