Da: Il libro dell’inquietudine (F. Pessoa)

Vedo che la giornata limpida e immobile, ha un cielo positivo, di un azzurro meno chiaro dell’azzurro profondo. Vedo che il sole. leggermente meno dorato di prima, infiamma di riflessi umidi i muri e le finestre. Mi rendo conto che, nonostante non ci sia vento, o brezza che lo ricordi e lo neghi, nella città indefinita dorme tuttavia una frescura sveglia. Mi rendo conto di … Continua a leggere Da: Il libro dell’inquietudine (F. Pessoa)

Vicini ideali (Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori)

I miei vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità. Non leggono, non pagano tasse, non fanno diete, non hanno preferenze, non cambiano ida, non rifanno il … Continua a leggere Vicini ideali (Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori)

Sui libri di carta (Umberto Eco)

I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra e abbandonati sul petto o sulle ginocchia quando ci prende … Continua a leggere Sui libri di carta (Umberto Eco)

Storia di un padre (Andre Dubus)

“Era l’ingresso nel mondo dell’età adulta, nella foresta profonda dell’essere donne, e non importa se molti oggi, donne e anche uomini, sostengono che ci sia poca differenza fra i due sessi; la verità è che gli uomini possono farsi strada in quella foresta solo seguendo sentieri precisi, mentre le donne li possono sorvolare come uccelli.” (da “I tempi non sono mai così cattivi”) Continua a leggere Storia di un padre (Andre Dubus)

Shopping online (Nomadland, Jessica Bruder)

In questo momento sto lavorando in un magazzino enorme alle dipendenze di uno dei principali rivenditori online. Questa roba è merda, tutta fatta da qualche parte del mondo in cui non esistono leggi sul lavoro minorile, dove i lavoratori sgobbano dalle quattordici alle sedici ore al giorno senza pasti o pause per andare al bagno. Ci sono 93.000 metri quadri in questo magazzino stipati di … Continua a leggere Shopping online (Nomadland, Jessica Bruder)

Onde (in: Gita al faro, Virginia Woolf)

La barca aveva virato di bordo e filava, rapida e leggera, lungo il bassofondo, cullata da onde ampie che se la passavano l’una dopo l’altra con vivacità e gaiezza estreme. Sulla sinistra una fila di frangenti traspariva bruna attraverso l’acqua assottigliata e glauca, e in un punto issava uno scheggione, contro il quale l’onda si rompeva senza posa, schizzando in su uno zampillo di spruzzi … Continua a leggere Onde (in: Gita al faro, Virginia Woolf)

Sulla necessità di leggere (in: Come un romanzo, Daniel Pennac)

Ci sono quelli che non hanno mai letto e se ne vergognano, quelli che non hanno più tempo per leggere e se ne rammaricano, quelli che non leggono romanzi, ma libri utili, saggi, testi tecnici, biografie, libri di storia, quelli che leggono di tutto, quelli che “divorano libri” e gli brillano gli occhi, quelli che leggono solo i classici, signore, “perché non c’è miglior critico … Continua a leggere Sulla necessità di leggere (in: Come un romanzo, Daniel Pennac)

Il tempo tutto lenisce (“Il museo degli sforzi inutili” Cristina Peri Rossi)

“Quando mi separai da lei, mi diressi rapidamente a un banco dei pegni. Avevo bisogno di una bella fetta di tempo da mettere sopra le ferite, per farle rimarginare e guarire. Le ferite erano distribuite in modo diseguale, ma dolevano tutte; ve n’erano alcune più profonde di altre: un’ampia lesione all’orgoglio, per esempio, sanguinava quasi di continuo e ritenni indecoroso mostrarmi così in pubblico. La … Continua a leggere Il tempo tutto lenisce (“Il museo degli sforzi inutili” Cristina Peri Rossi)

Dopo la notte (in: Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar WIlde)

Dalle ombre della notte esce di nuovo la vita che conosciamo. Dobbiamo riprenderla dove l’abbiamo lasciata e a questo punto, pian piano, ci pervade la terribile sensazione di dover continuare a impiegare energia nello stesso monotono circolo di abitudini stereotipate, o anche il desiderio sfrenato che una mattina i nostri occhi si possano aprire su un mondo che nell’oscurità si è rinnovato per il nostro … Continua a leggere Dopo la notte (in: Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar WIlde)

Casa di Tartalù (in: Il libro delle case, di Andrea Bajani)

Casa di Tartaruga Lo spazio non è molto, ma l’impressione non è di un luogo angusto. E’ concepito per un unico inquilino, una sorta di monolocale con lo stretto indispensabile. L’entrata è una sola, sul davanti. Da lì Tartaruga guarda il mondo; da lì, si ritira. Sulla parte posteriore ci sono due finestre sempre aperte, da cui entra luce ed escono le zampe. Altre due … Continua a leggere Casa di Tartalù (in: Il libro delle case, di Andrea Bajani)

Pensieri coniugali (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

“Che pover’uomo! Che pover’uomo!”, esclamava sottovoce, mordicchiandosi le labbra. D’altra parte, i suoi modi la irritavano sempre più: con gli anni diventava grossolano: alle frutta, tagliava il tappo delle bottiglie vuote; dopo aver mangiato, si passava la lingua sui denti; inghiottendo la minestra, gorgogliava ad ogni cucchiaiata e, siccome cominciava ad ingrassare, gli occhi, già piccoli, sembrava gli salissero verso le tempie per la pienezza … Continua a leggere Pensieri coniugali (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)

Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Uno dei cassetti di Annie Reeves conteneva – ho fatto questa lista per non dimenticarmene: la metà di una vecchia tenda di rasatello verde, piena di bruciature di sigaretta: due anelli da tenda, di ottone, rotti; una sottana macchiata, strappata sul davanti, di cotone bianco; due paia di calzini da uomo, pieni di buchi; un reggiseno, taglia 44, un modello del 1937, a mio avviso, … Continua a leggere Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)

Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)

[…] E come l’imenottero studiato da Fabre, la vespa scarificatrice, che per assicurare ai piccoli, dopo la sua morte, della carne fresca da mangiare, chiama l’anatomia in aiuto della crudeltà e, catturato qualche ragno o punteruolo, gli trafigge con una sapienza e un’abilità meravigliosa il centro nervoso da cui dipende il movimento delle zampe, ma non le altre funzioni vitali, in modo che l’insetto paralizzato, … Continua a leggere Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)