Bianco
Imbacuccato Nel manto Non distinguo più Se sono io o Neve Continua a leggere Bianco
Imbacuccato Nel manto Non distinguo più Se sono io o Neve Continua a leggere Bianco
Sono Il micio Che non hai. Respiro nel tuo sogno Accoccolato Continua a leggere Mastercat
N ormali A lbe T orneranno, A llietando L ivorosi E siliati Continua a leggere Pensiero natalizio
L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove … Continua a leggere A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)
Ricordate che il nostro obiettivo è raggiungere la piena consapevolezza di sé, abbandonando pensieri ed emozioni negativi, centrando la propria attenzione sul momento presente e conseguire il necessario distacco per interpretare correttamente la realtà, Assumete ora una posizione ferma e imperturbabile. Badate al vostro respiro, a come si muove dalle zampe su su fino al becco, alle ali, al corpo intero. Gli occhi devono essere … Continua a leggere Lezioni di mindfulness
Non c’è giustizia. Devo starmene qui, accontentarmi della fragranza del rosmarino e sperare nel passaggio di qualche anima buona per una carezza di conforto. Beati i tempi in cui i padroni facevano a gara per essere loro, grazie a me, a poter mettere il naso fuori casa. Poi ci si è messo di mezzo il sindacato a protestare per un ipotetico maltrattamento della razza canina. … Continua a leggere Lockdown
(il seguito di “Cuore a pezzi” e “Delusione d’amore”) Il lugubre rintocco della campana a morto fece rabbrividire Elisa. Dall’altro lato della strada, quasi nascosta, guardava uscire il feretro dalla chiesa mentre, sul sagrato, una folla mesta porgeva l’ultimo saluto a quella bara coperta di gigli bianchi. Stretta nel suo cappotto, con gli occhi lucidi, Elisa rincorreva le domande che si susseguivano ininterrotte: anche lei … Continua a leggere Doppio inganno
Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo Continua a leggere Blaise Pascal
“La tavola era apparecchiata sotto la tettoia dei carri. C’erano quattro lombate di bue, sei fricassee di pollo, un umido di vitello, tre cosciotti arrosto, e, nel mezzo, un bel maialino di latte allo spiedo, circondato da quattro salsicciotti all’acetosella. Negli angoli troneggiavano le bottiglie di acquavite e il sidro dolce, imbottigliato, premeva con la sua spuma densa contro i turaccioli. Tutti i bicchieri erano … Continua a leggere Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)
L eggiadro U signolo C antaci I neffabili A rie Continua a leggere 13 dicembre
(Scrivere un racconto adottando un linguaggio medico specialistico, tipico degli addetti ai lavori) XVIII Congresso Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa Apertura prima sessione: Lectio magistralis del Prof. Louis Remoulet Moderatore: Ed ora la parola al Magnifico Chiarissimo Rettore Prof. Remoulet, Université des Etudes Supérieurs de la Sorbonne, de Sully sur Seine, che ci relazionerà sul tema: “Visibility aids for pedestrian and cyclist: neocortical suggestions … Continua a leggere Congresso di medicina
Scrivete un racconto in cui siano presenti due personaggi coinvolti in una situazione significativa dell’esistenza. Le gocce di pioggia battevano con violenza sui vetri della finestra, mentre un branco di nuvole color piombo si muoveva minaccioso sospinto da raffiche di vento. Nella stanza silenziosa la lampada sulla scrivania illuminava la pagina del 12 marzo dell’agenda di cuoio. Accanto alla lista dei pazienti una V vergata … Continua a leggere L’appuntamento
A Fiesole si incontrano la Contessa Ernesta, aristocratica nobildonna decaduta, ed Elisa. Elisa: Contessa Ernesta! Contessa Ernesta: Elisa! Elisa: da quanto tempo non ci vediamo! Contessa Ernesta: Un anno, oggi, primavera. Eravamo a Firenze Elisa: Sì, ricordo … tu avevi la febbre Contessa Ernesta: La febbre, sì quella. Era febbre d’amore Elisa: Non mi avevi detto niente: Chi è lui? Ma perché quella faccia? Contessa … Continua a leggere Delusione d’amore
(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini
Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile – da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”. Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni. Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo. … Continua a leggere Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro
Al liceo Cesare Battisti è giorno di esami. Il Prof. Manzoni è pronto col registro ben aperto. Buon giorno a tutti. Allora che cos’è tutta questa ressa? Un po’ di efficienza per favore. Tutti quelli che devono fare l’esame con me sono pregati di mettersi in corridoio. Mi raccomando, al minimo accenno di cicaleccio mi alzo e sospendo le interrogazioni. Un avvertimento che valga per … Continua a leggere Un professore intransigente
(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)
Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tanto spaventoso: era una specie di soriano, più grosso di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’istrice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)
Mia madre sapeva raccontare le storie. Bambina riottosa e viziata, l’unico modo per quietarmi era ricorrere all’incantamento della favola. Come, per esempio, quando mi ostinavo a voler usare solo il cucchiaio, sebbene, seduta a tavola, conoscessi ormai le regole del corretto uso di tutte le posate. “Stanotte che diranno di te?” scherzava mamma, mentre cantilenava la taumaturgica filastrocca coniata per l’occasione: Il coltello taglia e … Continua a leggere Quando imparai l’uso delle posate
Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti. Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare … Continua a leggere Ricordi
Come aquiloni senza filo si trastullano le mille parole e io, nelle ore fugaci, col naso all’insù, inseguo volteggi e capriole. Piccoli giocattoli nell’infinito. Continua a leggere Piccoli giocattoli
Divento ala silenziosa niveo riparo innocente di giorni troppo confusi. Attendo Continua a leggere Tregua
Misteriose, dapprima indistinte, affiorano dagli abissi creature fluttuanti, verdi distese acquee Continua a leggere Emersioni
Il grande specchio sulla credenza riflette la tavola e i commensali. Lo specchio riflette Veneering: quarant’anni, capelli ondulati, bruno, tendenza alla pinguedine, finto, misterioso, opaco… una specie di profeta velato, abbastanza bello, ma che non fa profezie. Riflette la signora Veneering: bionda, naso aquilino e mani rapaci, capelli non così mossi come potrebbe averli, splendido vestito e splendidi gioielli, entusiasta, condiscendente, consapevole di avere su … Continua a leggere Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)
Mantenere inalterate la prima e ultima frase e dilatare la storia con le altre: Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. Cercò quella giusta e aprì. L’interno era buio. Un odore estraneo, pungente, lo colpì, ma aveva già il dito sull’interruttore. La luce si accese e l’esplosione squarciò l’appartamento. Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. “Il peso di un mazzo … Continua a leggere LA STORIA DI GIANNI
Quelli che, mentre stai ragionando calorosamente a proposito di un certo argomento, appena ti soffermi un attimo per respirare, prendono la parola e continuano al posto tuo, anticipando la conclusione ovviamente mai coincidente con la tua. Quelli che, mentre stai conversando del più e del meno, iniziano ad avvicinarsi e si fanno sempre più aderenti a te, come avessero chissà quale segreto da confidare. E … Continua a leggere QUELLI CHE … SE LI CONOSCI, LI EVITI
A rrivò B enpresto C odogno. D avvero E fficientemente F urono G arantiti H ospice I solati, L addove M olti N on O spedalizzati P a revano Q uestuare R icovero S enza T racheostomia, U lulando: “V irus Z elante!” Continua a leggere CORONAVIRUS (racconto alfabetico)
A ndavo B rancolando C iecamente. D overosamente E sploravo F urtiva G randiosi H otel, I mmaginando L ussuosi M eandri, N obile O spitalità, P ersonale Q ualificato … R estavo S olo T ristemente U na V ecchia Z ingara Continua a leggere ERRANZE (racconto alfabetico)
A l B ar C hiedevi D olciumi E nergetici, F inché G ongolavi: “H o I ngerito L a M igliore N occiolata O riginale!” P er Q uando R itornerai, S icuramente T errò Ultimissime V enti Z eppole! Continua a leggere PECCATI DI GOLA (racconto alfabetico)
A scoltando B riose C onversazioni D i E ruditi, F amosi G iudici, H o I mparato L e M igliori N ormative, O mettendo P rudenzialmente Q uelle R iguardanti S entenze T roppo “U rlate”, V alutate Zoppicanti Continua a leggere IN TRIBUNALE (racconto alfabetico)