Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini

Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro

Che cos’è un libro? Una stratificazione di pagine – di numero e formato variabile – da sfogliare l’una dopo l’altra per recuperare una prospettiva della memoria. Ecco, mi piace l’idea del libro pensato come “spazio e luogo mnemotecnico”. Gli occhi corrono e assorbono un paesaggio di caratteri, paragrafi, interlinee, punteggiature, figure, tabelle, disegni. Carta, colla, copertina: lì ci può stare tutto il sapere del mondo. … Continua a leggere Libro d’artista, ma libro, fortissimamente libro

Un professore intransigente

Al liceo Cesare Battisti è giorno di esami. Il Prof. Manzoni è pronto col registro ben aperto. Buon giorno a tutti. Allora che cos’è tutta questa ressa? Un po’ di efficienza per favore. Tutti quelli che devono fare l’esame con me sono pregati di mettersi in corridoio. Mi raccomando, al minimo accenno di cicaleccio mi alzo e sospendo le interrogazioni. Un avvertimento che valga per … Continua a leggere Un professore intransigente

Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)

Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tan­to spaventoso: era una specie di soriano, più gros­so di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’i­strice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)

Quando imparai l’uso delle posate

Mia madre sapeva raccontare le storie. Bambina riottosa e viziata, l’unico modo per quietarmi era ricorrere all’incantamento della favola. Come, per esempio, quando mi ostinavo a voler usare solo il cucchiaio, sebbene, seduta a tavola, conoscessi ormai le regole del corretto uso di tutte le posate. “Stanotte che diranno di te?” scherzava mamma, mentre cantilenava la taumaturgica filastrocca coniata per l’occasione: Il coltello taglia e … Continua a leggere Quando imparai l’uso delle posate

Ricordi

Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti. Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare … Continua a leggere Ricordi

Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

Il grande specchio sulla credenza riflette la tavola e i commensali. Lo specchio riflette Veneering: quarant’anni, capelli ondulati, bruno, tendenza alla pinguedine, finto, misterioso, opaco… una specie di profeta velato, abbastanza bello, ma che non fa profezie. Riflette la signora Veneering: bionda, naso aquilino e mani rapaci, capelli non così mossi come potrebbe averli, splendido vestito e splendidi gioielli, entusiasta, condiscendente, consapevole di avere su … Continua a leggere Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

LA STORIA DI GIANNI

Mantenere inalterate la prima e ultima frase e dilatare la storia con le altre: Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. Cercò quella giusta e aprì. L’interno era buio. Un odore estraneo, pungente, lo colpì, ma aveva già il dito sull’interruttore. La luce si accese e l’esplosione squarciò l’appartamento. Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. “Il peso di un mazzo … Continua a leggere LA STORIA DI GIANNI

QUELLI CHE … SE LI CONOSCI, LI EVITI

Quelli che, mentre stai ragionando calorosamente a proposito di un certo argomento, appena ti soffermi un attimo per respirare, prendono la parola e continuano al posto tuo, anticipando la conclusione ovviamente mai coincidente con la tua. Quelli che, mentre stai conversando del più e del meno, iniziano ad avvicinarsi e si fanno sempre più aderenti a te, come avessero chissà quale segreto da confidare. E … Continua a leggere QUELLI CHE … SE LI CONOSCI, LI EVITI

DITELO COI FIORI

Calicanto C onfina A ltrove L ’ I nverno C osparge A roma N ettarino, T imido O cchiolino Sassifraga S pavalda A rrampicatrice S i S pinge I n F enditure R occiose A spirando G loriose A scese Narciso N on A mo R ispecchiarmi C ompletamente I n S otterranee O rigini Tulipano T utti U niti,L à,I mpettiti,P aionoA ltezzosi …N o!I mpazzano! Iris I   ndaco R  egala I   ncantevoli … Continua a leggere DITELO COI FIORI

Sul silenzio

Ma il silenzio è proprio silenzioso? Che cosa c’è dentro il silenzio? Una parola è morta -/dice taluno -/ quando è pronunciata./ Io dico/ch’essa incomincia a vivere/proprio quel giorno”. (Emily Dickinson) Scompongo, disfo, allineo, poliglottizzo, sillabo, riformulo, e dal vocabolo “silenzio” nascono nuove parole qui riunite in un ipotetico viaggio di amici silenziosi, tutte figlie di quella parola che non vogliamo svanisca. In quanti siamo … Continua a leggere Sul silenzio

Una storia, diversi punti di vista

Una storia, diversi punti di vista Stamattina, sotto casa, è passata la signora Carla con il suo bel cane al guinzaglio. Improvvisamente, il cane è scappato e si è lanciato in strada per inseguire un gatto che se ne stava andando verso il bidone della spazzatura. In un attimo, tra l’abbaiare del cane, i miagolii del gatto, le urla della signora Carla, i clacson e … Continua a leggere Una storia, diversi punti di vista

Mi sono svegliata con due teste, 26 ott 2020

DILEMMA Quando mi svegliai, sbattei gli occhi più volte: davanti a me ci stavo io. Sì, sì, proprio io: non era un’immagine riflessa nello specchio quella che incontrò la mia vista sul far del giorno, bensì l’esatto duplicato del mio volto che mi fissava, les yeux dans les yeux e lo stesso naso la cui lunghezza pronunciata impediva alle labbra carnose di un colore rosa … Continua a leggere Mi sono svegliata con due teste, 26 ott 2020

Scrivere cinque brevi storie: ognuna deve avere come protagonista un dito della mano

Addio al pollice opponibile? Allarme della Società Ortopedica Italiana: i dati epidemiologici stanno evidenziando una rapida ascesa di patologie osteoarticolari alla mano, in particolare al dito pollice. Fra i giovani le sindromi più diffuse sono relative al dito a scatto e alla tenosivite cronica stenosante, mentre tra i soggetti anziani detiene il primato la rizoartrosi, malattia degenerativa che colpisce l’articolazione trapezio-metacarpale. Le ricerche sinora condotte … Continua a leggere Scrivere cinque brevi storie: ognuna deve avere come protagonista un dito della mano

Immaginate che i giorni della settimana siano persone e si presentino

La scelta di Domenica Alla quarantottesima settimana dell’anno, Domenica improvvisamente realizzò che nulla era mutato rispetto alla sua condizione di donna single giovane e piacente, ma schiacciata tra un Sabato e un Lunedì che non lasciavano presagire grandi progetti per il futuro, se non fosse stata lei stessa artefice di un possibile cambiamento. Oramai non sopportava più Sabato. Asfissiante, sempre col fiato sul collo, ruffiano e approfittatore: “Tanto … Continua a leggere Immaginate che i giorni della settimana siano persone e si presentino

Trovare per ogni parola l’aggettivo più banale e quello contestuale alternativo

Trovare per ogni parola l’aggettivo più banale e quello contestuale alternativo PAROLE AGGETTIVI PIU’ UTILIZZATI AGGETTIVI ALTERNATIVI SELVA oscura legnosa, odorosa, ombrosa, umida ACQUA fresca stagnante, sorgiva ESTATE torrida Incandescente, bruciante INVERNO freddo nudo, immobile, silenzioso PRIMAVERA pazza capricciosa, gemmata, erotica, incerta FAME morto vuoto, spasmo, languore VENTO freddo impetuoso, scompigliante, impertinente VOCE stentorea musicale, suadente, baritonale, carezzevole, SONNO profondo Letargico, ristoratore, appagante, abbandonico Continua a leggere Trovare per ogni parola l’aggettivo più banale e quello contestuale alternativo

Trasformare i sette vizi capitali in virtù

Cantico della felicità ritrovata Sii tu superbo, giacché il tuo valore venga a tutti reso noto e tutti abbiano a rispettarti ed adularti; Sii tu avaro, affinché i tuoi beni abbiano sempre a riempirti di gioia nella loro conta e riconta; Sii tu lussurioso, perché i piaceri del corpo esaltino i tuoi sensi e ti rendano desiderabile; Sii tu iracondo e sappiano gli altri che sempre devono temerti nelle contrarietà; … Continua a leggere Trasformare i sette vizi capitali in virtù