Lipogramma: l’infinito di Leopardi…senza la A

Sempre nel cuore ho quest’ermo colle e le verdi siepi, che impediscono dell’orizzonte ogni visione, Seduto però scruto, oltre quelle, infiniti cieli, e ignoti silenzi, e indescrivibile quiete e mentre, insieme, penso e sogno, mi investono vertigini e sconcerto. E come il vento odo stormir dentro quel bosco, confronto questo suono e quell’infinito silenzio: e mi sovvien l’eterno e il tempo che fu, ed il … Continua a leggere Lipogramma: l’infinito di Leopardi…senza la A

Mastercat

Amo il mio gatto. Lui non cammina, incede. Ha il manto multicolore come un arcobaleno senza luce. Nessuno sa da dove venga, lo circonda il mistero. Il suo sguardo si incunea persino nella coscienza: parla senza voce, comunica senza vocaboli. Amo il mio gatto ed il calore che diffonde con la sola presenza. Lo accarezzo e una benefica vibrazione si trasmette alle terminazioni nervose; lo … Continua a leggere Mastercat

Un futuro da scrivere

La posizione scelta consentiva di scrutare l’intero piazzale Roma senza che nessuno potesse notare la mia presenza. Il bus, modello turismo, troneggiava nel centro, monumento all’agglomerato su ruote, con le sedute disposte in fila, riflesso di quell’ordine e simmetria che l’uomo cerca invano di imporre a sé stesso a scapito della fantasia, dell’immaginazione, del sogno. Avvertivo il vociare sommesso farsi più insistente, il tono più … Continua a leggere Un futuro da scrivere

Soldati

Parole chiave: scena, acquetta, erbette, Firenze, ascendenza, acerbezza, efficienza, accento, badessa, accademia, contessa, accetta, Empoli, maglietta, cicaleccio, capelli, febbre, stelle, argento, mangiatoia Ci avevano teso un’imboscata nel tragitto tra Empoli e Firenze. La badessa, con la sua proverbiale efficienza, era riuscita a soccorrerci, nascondendoci nell’edificio della vicina accademia e procurandoci un caldo brodo di erbette che a noi era allora apparso come cibo degli dei. Eravamo sudici, … Continua a leggere Soldati

Cuore a pezzi

Parole chiave: scena, acquetta, erbette, Firenze, ascendenza, acerbezza, efficienza, accento, badessa, accademia, contessa, accetta, Empoli, maglietta, cicaleccio, capelli, febbre, stelle, argento, mangiatoia A Firenze la contessa, che vantava un’altisonante ascendenza, mi aveva accolta come una figlia. Era intrappolata in quell’età ove lo specchio rimanda giorno dopo giorno l’immagine di una sfioritura inarrestabile, e subito mi accorsi di quanto invidiava la mia acerbezza, il mio incarnato roseo, i … Continua a leggere Cuore a pezzi

Vita da…posate

Se qualcuno fosse stato presente nella cucina, avrebbe sicuramente sobbalzato,  spaventato e stupito da quegli strani rumori provenienti  dal cassetto delle posate. Era compito del cucchiaino da the dare il segnale:  al suo via si scatenava la festa! Ogni notte così: forse vittime felici di un qualche misterioso incantesimo si ritrovavano, non più oggetti inanimati bensì esseri senzienti. Erano ormai note le abitudini di Elisa, … Continua a leggere Vita da…posate

Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)

Egregio signore Siamo spiacenti di dover comunicare il suo licenziamento resosi purtroppo necessario a seguito del suo scarso rendimento e del suo comportamento difforme dai dettàmi del contratto da Lei sottoscritto. Riteniamo doveroso esplicitare, dettagliandole, le motivazioni all’origine della spiacevole azione che la direzione si è vista obbligata ad intraprendere: innanzitutto giova ricordare che la sua mansione prevede una stretta sorveglianza del soggetto affidatole affinché … Continua a leggere Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)

Gli insopportabili (“quelli che” – Jannacci docet)

Quelli che, di qualunque argomento si parli, sono sempre in grado di dare lezioni (tuttologi) Quelli che “ma cosa vuoi che sia” (quando il problema non è loro ma tuo) Quelli che “se la tirano” e guardano il resto del mondo come Nerone guardava Roma Quelli che appena ti vedono ti chiedono se sei ingrassata Quelli che quando parlano raggiungono il massimo della scala decibel … Continua a leggere Gli insopportabili (“quelli che” – Jannacci docet)

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica. (Gustavo Zagrebelsky) Continua a leggere Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky

Storie alfabetiche (racconti dalla A alla Z)

Aveva Bevuto. Come Doveva Essere Fragile! Già. Ha Incontrato La Morte Nell’Ora Più Quieta. Ritorna Socrate! Trova Una Via Zigzagando. Amo Bruno Con Devozione E Furore. Gli Ho Insegnato Languidi Movenze Notture. Ora, Per Questa Ridente Strada, Torniamo Uniti Verso Zagabria. Aveva Baffi Color Dattero E Fisico Gagliardo. Ho Impiegato Le Mie Notti, Orfana, Per Quietare Ricordi, Sognando Te, Unico Vero Zar. Allora Barbara Cantava, … Continua a leggere Storie alfabetiche (racconti dalla A alla Z)

A qualcuno

E così un giorno te ne sei andato lasciando qualcosa in sospeso qualcosa di incompiuto come una promessa mai realizzata una speranza disattesa un “forse” che poteva mutare aspetto un “chissà” che poteva divenire qualcosa un “magari” che non ha avuto futuro. Te ne sei andato. Ma ancora sento il tuo calore estraneo come un abbraccio senza braccia e il tuo sguardo tranquillo incontra il … Continua a leggere A qualcuno