Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)

Egregio signore Siamo spiacenti di dover comunicare il suo licenziamento resosi purtroppo necessario a seguito del suo scarso rendimento e del suo comportamento difforme dai dettàmi del contratto da Lei sottoscritto. Riteniamo doveroso esplicitare, dettagliandole, le motivazioni all’origine della spiacevole azione che la direzione si è vista obbligata ad intraprendere: innanzitutto giova ricordare che la sua mansione prevede una stretta sorveglianza del soggetto affidatole affinché … Continua a leggere Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)

Gli insopportabili (“quelli che” – Jannacci docet)

Quelli che, di qualunque argomento si parli, sono sempre in grado di dare lezioni (tuttologi) Quelli che “ma cosa vuoi che sia” (quando il problema non è loro ma tuo) Quelli che “se la tirano” e guardano il resto del mondo come Nerone guardava Roma Quelli che appena ti vedono ti chiedono se sei ingrassata Quelli che quando parlano raggiungono il massimo della scala decibel … Continua a leggere Gli insopportabili (“quelli che” – Jannacci docet)

Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

Il grande specchio sulla credenza riflette la tavola e i commensali. Lo specchio riflette Veneering: quarant’anni, capelli ondulati, bruno, tendenza alla pinguedine, finto, misterioso, opaco… una specie di profeta velato, abbastanza bello, ma che non fa profezie. Riflette la signora Veneering: bionda, naso aquilino e mani rapaci, capelli non così mossi come potrebbe averli, splendido vestito e splendidi gioielli, entusiasta, condiscendente, consapevole di avere su … Continua a leggere Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky

Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica. (Gustavo Zagrebelsky) Continua a leggere Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky

LA STORIA DI GIANNI

Mantenere inalterate la prima e ultima frase e dilatare la storia con le altre: Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. Cercò quella giusta e aprì. L’interno era buio. Un odore estraneo, pungente, lo colpì, ma aveva già il dito sull’interruttore. La luce si accese e l’esplosione squarciò l’appartamento. Gianni, fermo sullo zerbino, prese le chiavi dalla tasca. “Il peso di un mazzo … Continua a leggere LA STORIA DI GIANNI

QUELLI CHE … SE LI CONOSCI, LI EVITI

Quelli che, mentre stai ragionando calorosamente a proposito di un certo argomento, appena ti soffermi un attimo per respirare, prendono la parola e continuano al posto tuo, anticipando la conclusione ovviamente mai coincidente con la tua. Quelli che, mentre stai conversando del più e del meno, iniziano ad avvicinarsi e si fanno sempre più aderenti a te, come avessero chissà quale segreto da confidare. E … Continua a leggere QUELLI CHE … SE LI CONOSCI, LI EVITI

Storie alfabetiche (racconti dalla A alla Z)

Aveva Bevuto. Come Doveva Essere Fragile! Già. Ha Incontrato La Morte Nell’Ora Più Quieta. Ritorna Socrate! Trova Una Via Zigzagando. Amo Bruno Con Devozione E Furore. Gli Ho Insegnato Languidi Movenze Notture. Ora, Per Questa Ridente Strada, Torniamo Uniti Verso Zagabria. Aveva Baffi Color Dattero E Fisico Gagliardo. Ho Impiegato Le Mie Notti, Orfana, Per Quietare Ricordi, Sognando Te, Unico Vero Zar. Allora Barbara Cantava, … Continua a leggere Storie alfabetiche (racconti dalla A alla Z)

DITELO COI FIORI

Calicanto C onfina A ltrove L ’ I nverno C osparge A roma N ettarino, T imido O cchiolino Sassifraga S pavalda A rrampicatrice S i S pinge I n F enditure R occiose A spirando G loriose A scese Narciso N on A mo R ispecchiarmi C ompletamente I n S otterranee O rigini Tulipano T utti U niti,L à,I mpettiti,P aionoA ltezzosi …N o!I mpazzano! Iris I   ndaco R  egala I   ncantevoli … Continua a leggere DITELO COI FIORI

A qualcuno

E così un giorno te ne sei andato lasciando qualcosa in sospeso qualcosa di incompiuto come una promessa mai realizzata una speranza disattesa un “forse” che poteva mutare aspetto un “chissà” che poteva divenire qualcosa un “magari” che non ha avuto futuro. Te ne sei andato. Ma ancora sento il tuo calore estraneo come un abbraccio senza braccia e il tuo sguardo tranquillo incontra il … Continua a leggere A qualcuno

Sul silenzio

Ma il silenzio è proprio silenzioso? Che cosa c’è dentro il silenzio? Una parola è morta -/dice taluno -/ quando è pronunciata./ Io dico/ch’essa incomincia a vivere/proprio quel giorno”. (Emily Dickinson) Scompongo, disfo, allineo, poliglottizzo, sillabo, riformulo, e dal vocabolo “silenzio” nascono nuove parole qui riunite in un ipotetico viaggio di amici silenziosi, tutte figlie di quella parola che non vogliamo svanisca. In quanti siamo … Continua a leggere Sul silenzio

Una storia, diversi punti di vista

Una storia, diversi punti di vista Stamattina, sotto casa, è passata la signora Carla con il suo bel cane al guinzaglio. Improvvisamente, il cane è scappato e si è lanciato in strada per inseguire un gatto che se ne stava andando verso il bidone della spazzatura. In un attimo, tra l’abbaiare del cane, i miagolii del gatto, le urla della signora Carla, i clacson e … Continua a leggere Una storia, diversi punti di vista

una storia, diversi punti di vista (un topo, un automobilista, una signora, un bambino)

TOPO: Miiinchia le risate oggi! Ero appena uscito dal mio buco fetuso e chi ti vedo? la signora Carla, come sempre, tutta impettita con quel figlio di un cane al guinzaglio, agghindato come in una parata, ridicolo e inguardabile come una betulla addobbata con le palle di natale in agosto. E che ti fa ‘sto damerino? “Esce pazzo” per il gatto che si stava intrufolando … Continua a leggere una storia, diversi punti di vista (un topo, un automobilista, una signora, un bambino)