I libri cuciti, Maria Lai

La vita, fili da tessere. Ordinatamente intrecciati, leggeri, colorati paiono inseguire desideri e felicità. Ma se il caos interrompe il loro distendersi, i fili oltrepassano la trama, varcano confini, si trasformano in grovigli, nodi, filacce, viluppi. Grumi imperfetti. Colate di fili, sciami impazziti. Senza più forme e contorni. Senza più senso. Dove più i fili si ingarbugliano solo il verso del poeta restituisce la speranza … Continua a leggere I libri cuciti, Maria Lai

La fine e l’inizio, Wisława Szymborska

Dopo ogni guerra  c’è chi deve ripulire.  In fondo un po’ d’ordine  da solo non si fa. C’è chi deve spingere le macerie  ai bordi delle strade  per far passare  i carri pieni di cadaveri. C’è chi deve sprofondare  nella melma e nella cenere,  tra le molle dei divani letto,  le schegge di vetro  e gli stracci insanguinati. C’è chi deve trascinare una trave  per … Continua a leggere La fine e l’inizio, Wisława Szymborska

Nei nostri occhi c’è Morte

Lipogramma in A, liberamente ispirato alla poesia di Cesare Pavese Verrà la morte e avrà i tuoi occhi Incombe lo spettro mortifero nei nostri occhi, essendo Morte sempre in noi insistente, nel sorgere del giorno e nelle ombre notturne, insonne, senz’udito, come un vecchio rimorso o un vizio illogico. I nostri occhi sono un illusorio urlo, un grido muto, un silenzio. Così io li ritrovo … Continua a leggere Nei nostri occhi c’è Morte

Follia (Karl Bruckner, Il gran sole di Hiroshima)

La bomba si trovava a seicento metri dal suolo. Alle otto e quindici minuti era scesa di altri cento metri, quando gli apparecchi inventati dagli scienziati fecero scattare l’accensione all’interno della bomba: i neutroni provocarono la disintegrazione di alcuni atomi di un metallo pesante. L’uranio 235. E questa disintegrazione si ripeté in una reazione a catena di sbalorditiva velocità. In un milionesimo di secondo un … Continua a leggere Follia (Karl Bruckner, Il gran sole di Hiroshima)

Le maschere di Pessoa

Lipogramma in A Molteplici schermi e sottoschermi rivestono il contenitore dei nostri sentimenti: se per mero gioco, essi stessi deponessero il finto vestimento scoprirebbero d’essere nudi nell’esibire il vero volto lì sotto occulto? Lo stesso fittizio fingimento non si percepisce come fingimento: i suoi occhi dischiusi sul mondo pure sono coperti di finzione. Ogni gesto cosciente che inizi nuove opere per destino e invincibile sorte … Continua a leggere Le maschere di Pessoa

I capponi di Renzo (Alessandro Manzoni)

Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, … Continua a leggere I capponi di Renzo (Alessandro Manzoni)

Panta rei

Non è mai ferma, l’acqua. Ho sceso con lo sguardo il letto del fiume, cercando il suo divenire nel fluire delle onde. Ho salito l’alto muro a piedi nudi, scalando le aguzze pietre che indifferenza, rifiuto, avversione hanno posato l’una sull’altra. Ho sceso il primo cerchio del tuffo, nell’imo ho inseguito le onde concentriche, tremanti e diradanti verso il moto perpetuo, Ho salito la linea … Continua a leggere Panta rei

Crociera

Il canto del mare fruscio d’onde gusto salato. Nel colore nero del buio della notte un piccolo mondo galleggiante trasporta i colori umani del vivere. Luci, negozi, sale da ballo. Sui ponti si incontrano e mescolano babeli di parole, culture e amori. La cittadella avanza aprendo le acque sopra il frangersi dei flutti. Il canto del mare si spegne. Freddo e bagnato, scuro e cattivo, … Continua a leggere Crociera

Lo Sbaglio

Nel ventre della terra lo Sbaglio gettò le sue profonde radici solleticandone le viscere, crescendo rigoglioso, gettando ombra sulla luce, rovesciando acqua sul fuoco. Ti ho avvistato, a lungo scrutato, desiderato, adulato, corteggiato, sedotto, posseduto. E ora che mi hai messo con le spalle al muro eccoti la gioia per aver varcato l’impossibile, nuotato nel liquido amniotico senza essere feto. Dentro di me lo Sbaglio … Continua a leggere Lo Sbaglio

A Christmas Carol (Charles Dickens)

Scrooge, spilorcio stacanovista senza scrupoli, scaccia sempre sentimenti solidali: sa solo sbrigare scadenze studio, sdegnare suoi subalterni, sancire supplementi straordinari, sopprimere sospensioni servizio sotto solennità. Strenna speciale: sopraggiungono spettri sogghignanti. Sbandierano scenari sconcertanti sul suo stare sociale, specchi spietati suo sequenziale snaturamento. Sopraffazioni, scontrosità, selvatichezza sono sintesi sua soggettività. Scrooge spia sé stesso, si sorprende sullo stile spregevole, si schifa: “Sinora sono stato sgobbone, scaltro, … Continua a leggere A Christmas Carol (Charles Dickens)