A Christmas Carol (Charles Dickens)

Scrooge, spilorcio stacanovista senza scrupoli, scaccia sempre sentimenti solidali: sa solo sbrigare scadenze studio, sdegnare suoi subalterni, sancire supplementi straordinari, sopprimere sospensioni servizio sotto solennità.

Strenna speciale: sopraggiungono spettri sogghignanti. Sbandierano scenari sconcertanti sul suo stare sociale, specchi spietati suo sequenziale snaturamento. Sopraffazioni, scontrosità, selvatichezza sono sintesi sua soggettività.

Scrooge spia sé stesso, si sorprende sullo stile spregevole, si schifa: “Sinora sono stato sgobbone, scaltro, sgarbato”.

Scruta suoi simili significativamente sensibili spirito solennità: sono sereni, sembrano scordare stenti, scarsità soldi, sacrifici.

Si sforza superare strozzinaggio soffocando spilorceria, supportando sventurati.

Sbalordimento serpeggia sulle strade. Si sussurra: “Stupefacente! ‘sto sfruttatore sgancia soldi, strano, stranissimo”.

Scrooge sfodera sensibilità, solidarietà, socievolezza, suscitando sollievo, stima, successo.

Seguiterà seminare sentimenti solidali susseguirsi santo Stefano.

Orta, 2002

Spensierate sacralità

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