Le maschere di Pessoa

Lipogramma in A

Molteplici schermi e sottoschermi rivestono

il contenitore dei nostri sentimenti:

se per mero gioco, essi stessi deponessero il finto vestimento

scoprirebbero d’essere nudi nell’esibire il vero volto lì sotto occulto?

Lo stesso fittizio fingimento non si percepisce come fingimento:

i suoi occhi dischiusi sul mondo pure sono coperti di finzione.

Ogni gesto cosciente che inizi nuove opere

per destino e invincibile sorte ottiene ottundimento.

Come un bimbo timoroso del suo riflesso nello specchio,

così gli spiriti nostri, ingenui, inquieti,

sostituiscono i loro volti conosciuti e un mondo intero

costruiscono sui loro persi scopi:

e se un pensiero scopre ed espone lo spirito sotto il fingimento,

esso stesso, privo di finto vestito, respinge l’incontro col vero volto. 

Testo originale di Fernando Pessoa

Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell’anima, così quando,
Se per un mero gioco, l’anima stessa si smaschera,
Sa d’aver tolto l’ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.

Qualunque sia la coscienza che inizi l’opera
Sua, fatale e accettata sorte è l’ottundimento.

Come un bimbo impaurito dall’immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,

Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
E, quando un pensiero rivela l’anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.

Foto: Carnevale di Venezia 1988

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