ciao Luigi ciao…
E poi mille strade grigie come il fumo in un mondo di luci sentirsi nessuno… Continua a leggere ciao Luigi ciao…
E poi mille strade grigie come il fumo in un mondo di luci sentirsi nessuno… Continua a leggere ciao Luigi ciao…
Uno dei cassetti di Annie Reeves conteneva – ho fatto questa lista per non dimenticarmene: la metà di una vecchia tenda di rasatello verde, piena di bruciature di sigaretta: due anelli da tenda, di ottone, rotti; una sottana macchiata, strappata sul davanti, di cotone bianco; due paia di calzini da uomo, pieni di buchi; un reggiseno, taglia 44, un modello del 1937, a mio avviso, … Continua a leggere Nel cassetto di una novantenne la storia di una vita (in: Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing)
Hina no kao Ware zehi naku mo Oi ni keri SEIFU Il volto delle bambole: non ombra di dubbio sfiora la consapevolezza del mio invecchiare Continua a leggere haiku
[…] E come l’imenottero studiato da Fabre, la vespa scarificatrice, che per assicurare ai piccoli, dopo la sua morte, della carne fresca da mangiare, chiama l’anatomia in aiuto della crudeltà e, catturato qualche ragno o punteruolo, gli trafigge con una sapienza e un’abilità meravigliosa il centro nervoso da cui dipende il movimento delle zampe, ma non le altre funzioni vitali, in modo che l’insetto paralizzato, … Continua a leggere Il sadismo di Francoise (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)
L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove … Continua a leggere A la recherche dei Profumi di casa (in: Dalla parte di Swann, di Marcel Proust)
Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo Continua a leggere Blaise Pascal
La vita che si sofferma a guardare la morte comprende la nobiltà eroica del proprio ostinarsi ad ascendere e a perpetuarsi nel buio (Sibilla Aleramo) Continua a leggere La vita che si sofferma …, Sibilla Aleramo
“La tavola era apparecchiata sotto la tettoia dei carri. C’erano quattro lombate di bue, sei fricassee di pollo, un umido di vitello, tre cosciotti arrosto, e, nel mezzo, un bel maialino di latte allo spiedo, circondato da quattro salsicciotti all’acetosella. Negli angoli troneggiavano le bottiglie di acquavite e il sidro dolce, imbottigliato, premeva con la sua spuma densa contro i turaccioli. Tutti i bicchieri erano … Continua a leggere Tavola nuziale (in: Madame Bovary, di Gustave Flaubert)
(…) C’è uno spazio per il libro, lo scaffale. Più scaffali formano una libreria e, se la libreria è estesa, la biblioteca di casa. Ma un libro sta bene anche sul tavolino dell’abat-jour, o su quello del soggiorno. Ho visto gente tenerne pile sulla lavatrice, sul divano o sul pavimento. Qualcuno li porta in cantina. Questo, però, non va bene. I libri devono stare in … Continua a leggere Il libro è quella cosa … di Nicola Gardini
(…) Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare … Continua a leggere Risotto patrio. Récipe (in: Le meraviglie d’Italia, 1964, di Carlo Emilio Gadda)
Perché quel gatto, in tutto uguale a un gatto, era un gatto terribile, spaventoso, da mettersi a gridare al solo vederlo. Non si può dire cosa avesse di tanto spaventoso: era una specie di soriano, più grosso di tutti i soriani, ma questo non voleva dire niente, era terribile nei baffi dritti come aculei d’istrice, nel soffio che si sentiva quasi più con la vista … Continua a leggere Il gatto soriano (da: Il barone rampante, Italo Calvino)
i limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo (Ludwig Wittgenstein) Continua a leggere i limiti del mio linguaggio significano i limiti … , Ludwig Wittgenstein
Il grande specchio sulla credenza riflette la tavola e i commensali. Lo specchio riflette Veneering: quarant’anni, capelli ondulati, bruno, tendenza alla pinguedine, finto, misterioso, opaco… una specie di profeta velato, abbastanza bello, ma che non fa profezie. Riflette la signora Veneering: bionda, naso aquilino e mani rapaci, capelli non così mossi come potrebbe averli, splendido vestito e splendidi gioielli, entusiasta, condiscendente, consapevole di avere su … Continua a leggere Caratterizzazione dei personaggi (da: Il nostro comune amico, di Charles Dickens)
Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al grado di sviluppo della democrazia e dell’uguaglianza delle possibilità. Poche parole e poche idee, poche possibilità e poca democrazia; più sono le parole che si conoscono, più ricca è la discussione politica e, con essa, la vita democratica. (Gustavo Zagrebelsky) Continua a leggere Il numero di parole conosciute e usate è direttamente proporzionale al … di Gustavo Zagrebelsky