Da: Il libro dell’inquietudine (F. Pessoa)

Vedo che la giornata limpida e immobile, ha un cielo positivo, di un azzurro meno chiaro dell’azzurro profondo. Vedo che il sole. leggermente meno dorato di prima, infiamma di riflessi umidi i muri e le finestre. Mi rendo conto che, nonostante non ci sia vento, o brezza che lo ricordi e lo neghi, nella città indefinita dorme tuttavia una frescura sveglia. Mi rendo conto di … Continua a leggere Da: Il libro dell’inquietudine (F. Pessoa)

Morte di una stagione (lipogramma in A)

Morte dei mesi estivi Piovve nel buio notturno sulle memorie dei mesi estivi. Nell’oscuro uscimmo entro lugubri tuoni di pietre, fermi sul bricco reggemmo lumi per scorgere il pericolo dei ponti. Nel sole sorgente, smunti, vedemmo le rondini sui fili di gocce intrise immote cogliere gl’ignoti cenni del rientro – e i loro riflessi rifulgere giù nelle fonti con volti scomposti. Testo originale di Antonia … Continua a leggere Morte di una stagione (lipogramma in A)

Incontri n. 2 – Amici alati – rime baciate …o quasi

Eilà ma tu chi sei? “un angelo vorrei! Invece sono solo un pennuto spesso in volo. Nei miei sogni segreti qui ora confessati, vorrei grandi ali bianche, le ho invece grigie e stanche. Amico son dell’uomo, dimoro in cima al duomo. La curia non mi ama (gli sporco la sottana), ma io che nel Dio credo da queste guglie vedo che Lui non è lontano … Continua a leggere Incontri n. 2 – Amici alati – rime baciate …o quasi

Smarrirsi

Chiara aprì il quaderno abbandonato sulla sedia dell’anticamera portando alla luce una sequenza di pagine ricoperte da una fitta grafia disordinata. Le lettere sfuggivano dai quadretti, seguendo un moto discendente che pareva uno scivolo diretto verso il nulla. Molte parole, infatti, giunte al margine del foglio dopo una discesa impazzita, si troncavano bruscamente, come se, all’improvviso, mancasse loro la terra sotto ai piedi. Chiara indugiò … Continua a leggere Smarrirsi

J.

Ho l’animo avvelenato. Soffocato dall’amore, desiderato e mai posseduto così, puro, come l’ho sognato e proiettato sullo schermo della coscienza. Infetta la mia mente ora, corrode ogni pensiero, lacerando il velo che nasconde la realtà. E’ stato possibile immaginare la felicità, persino crederci, ma il tempo non dà tregua, corrode i sentimenti come l’acqua la pietra. Rimpiango la follia che mi ha reso cieco, la … Continua a leggere J.

Sonetto: “La pecora nera”

Dell’indistinta gregge la regina, son l’esemplare con il manto scuro, ovviamente di nome fo’ Nerina (certo banale lo è di sicuro). Nel cor del can pastor sono la spina, da lui scappo scavalcando il muro, sola corro veloce, me tapina, nulla importa se poi mi spauro. Libertà val bene qualche tremito, come malinconia ninfa gentile piacere vero è sentir quel fremito; la vita no, non … Continua a leggere Sonetto: “La pecora nera”