Alla luna (lipogramma in O)

Leggiadra Luna, la mia rimembranza, finiti gli ultimi mesi, va alla cima di quest’altura e a me che in massima angustia venia a rimirarti: e tu che pendevi su quella selva, in quegli istanti e al presente sempre tutta la rischiari. Vibrante e velata per le lacrime pungenti ai cigli, alle mie pupille la tua plenitudine apparia, ché travagliata era la vita mia: ed è, … Continua a leggere Alla luna (lipogramma in O)

Il poeta (lipogramma in O)

Limitati i dì del Vate e di tutti gli esseri viventi, ma per Lui decisamente variegati! Gli attimi fluiti e gli annuali cicli, luce che cala e brezza che cresce, rappresentan piacere ed allegria, sempre differente per gli stessi eterni interessi; e la vista del ciel all’alba è, degli eventi del dì, il più grande, la felicità alla venuta della veglia. Più di altra vista … Continua a leggere Il poeta (lipogramma in O)

Il poeta (lipogramma in O)

Il verseggiante Il verseggiante ha i dì numerati, similmente a tutti gli umani; ma assai, assai variati! I passati minuti e gli annuali mesi mattine serene e meriggi ventilati, rappresentan gaiezza e vicinanza mai simili per gl’identici, prediletti interessi;e l’aria alla sveglia mattutina,è il gran manifestarsi di quel che sarà, la sua felicità nell’aprirsi alla giunta luccicanza.Eventi esclusi, è raggiante per le avverse luci e … Continua a leggere Il poeta (lipogramma in O)

2° Racconto in sequenza numerica (4, 2, 5, 7, 7, 5, 13, 3, 9, 11, 6, 9, 3, 8, 3, 5, 2)

La morte era imminente.            Dovevo vivere. Dare un senso al tempo. Arricchire di sensazioni i giorni a venire. Contemplare la natura o gettarmi nella mischia? Arraffare esperienze o coccolarmi oziando? Come soddisfare la mia sete di conoscenza  e riuscire a concludere in bellezza? Affare non semplice. Eppure non avevo vincoli dovevo solo prendere una decisione. E’ come parcheggiare: difficile decidere  quando i posti liberi sono … Continua a leggere 2° Racconto in sequenza numerica (4, 2, 5, 7, 7, 5, 13, 3, 9, 11, 6, 9, 3, 8, 3, 5, 2)

Scrittura creativa: didattica a distanza

Scrivere un racconto in cui la prima frase abbia 4 parole (prima cifra della sequenza), la seconda frase deve avere 2 parole (seconda cifra della sequenza) e così via, fino al termine. 4 Esce un nuovo decreto 2 Zona rossa 5 Il virus si diffonde velocemente 7 Tutta Italia è bloccata in fasce colorate 7 Il corso di scrittura subisce ulteriore arresto 5 Non si … Continua a leggere Scrittura creativa: didattica a distanza

Racconto in sequenza numerica (4, 2, 5, 7, 7, 5, 13, 3, 9, 11, 6, 9, 3, 8, 3, 5, 2)

Era il nefasto 2020. Annus horribilis. Così venne, dai più, definito. Un ignoto virus si diffuse nel mondo. L’umanità, atterrita, fu colta di sorpresa. Incapace di combattere, si fermò! Niente più feste, balli, cene, incontri, strette di mano, niente abbracci né baci. Isolati e soli. Non si stringevano più a sé i propri cari. Ora rappresentavano il supremo pericolo, gli untori, i veicoli del morbo. … Continua a leggere Racconto in sequenza numerica (4, 2, 5, 7, 7, 5, 13, 3, 9, 11, 6, 9, 3, 8, 3, 5, 2)

Lentezze veloci

scrivere un racconto in cui la prima frase abbia 4 parole (prima cifra della sequenza), la seconda frase deve avere 2 parole (seconda cifra della sequenza) e così via, fino al termine. Ovviamente, il racconto deve avere senso compiuto QUESTA E’ LA VERSIONE SBAGLIATA 4 C’era una volta 2 una tartaruga 5 tristemente impegnata a girovagare solitaria 7 col pensiero fisso di arrivare sempre ultima. … Continua a leggere Lentezze veloci

L’Infinito (lipogramma in A)

Sempre diletto mi fu quest’ermo colle, e il suo verde intorno, che molto dell’ultimo orizzonte l’occhio esclude. Qui seduto, contemplo infinite distese oltre quello, ed eterni silenzi, e sommerse quietitudini io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor si perde. E come il vento odo stormir in queste foglie, io quello infinito silenzio confronto col fruscio inteso: e mi sovvien l’eterno, e i … Continua a leggere L’Infinito (lipogramma in A)

Coazione a ripetere

Di famiglia appartengo a una generazione contadina, rude e di poche parole. Da mio padre ho ereditato scarni insegnamenti, ma di uno sono diventato massimo esperto: “Dire pane al pane e vino al vino”, poiché, “se sei maschio – mi educò – non devi fare la femmina, non devi perderti in smancerie, devi sempre far valere le tue opinioni”. E io così ho sempre fatto, … Continua a leggere Coazione a ripetere

Doppio inganno

(il seguito di “Cuore a pezzi” e “Delusione d’amore”) Il lugubre rintocco della campana a morto fece rabbrividire Elisa. Dall’altro lato della strada, quasi nascosta, guardava uscire il feretro dalla chiesa mentre, sul sagrato, una folla mesta porgeva l’ultimo saluto a quella bara coperta di gigli bianchi. Stretta nel suo cappotto, con gli occhi lucidi, Elisa rincorreva le domande che si susseguivano ininterrotte: anche lei … Continua a leggere Doppio inganno

Congresso di medicina

(Scrivere un racconto adottando un linguaggio medico specialistico, tipico degli addetti ai lavori) XVIII Congresso Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa Apertura prima sessione: Lectio magistralis del Prof. Louis Remoulet Moderatore: Ed ora la parola al Magnifico Chiarissimo Rettore Prof. Remoulet, Université des Etudes Supérieurs de la Sorbonne, de Sully sur Seine, che ci relazionerà sul tema: “Visibility aids for pedestrian and cyclist: neocortical suggestions … Continua a leggere Congresso di medicina

L’appuntamento

Scrivete un racconto in cui siano presenti due personaggi coinvolti in una situazione significativa dell’esistenza. Le gocce di pioggia battevano con violenza sui vetri della finestra, mentre un branco di nuvole color piombo si muoveva minaccioso sospinto da raffiche di vento. Nella stanza silenziosa la lampada sulla scrivania illuminava la pagina del 12 marzo dell’agenda di cuoio. Accanto alla lista dei pazienti una V vergata … Continua a leggere L’appuntamento

Delusione d’amore

A Fiesole si incontrano la Contessa Ernesta, aristocratica nobildonna decaduta, ed Elisa. Elisa: Contessa Ernesta! Contessa Ernesta: Elisa! Elisa: da quanto tempo non ci vediamo! Contessa Ernesta: Un anno, oggi, primavera. Eravamo a Firenze Elisa: Sì, ricordo … tu avevi la febbre Contessa Ernesta: La febbre, sì quella. Era febbre d’amore Elisa: Non mi avevi detto niente: Chi è lui? Ma perché quella faccia? Contessa … Continua a leggere Delusione d’amore

Un professore intransigente

Al liceo Cesare Battisti è giorno di esami. Il Prof. Manzoni è pronto col registro ben aperto. Buon giorno a tutti. Allora che cos’è tutta questa ressa? Un po’ di efficienza per favore. Tutti quelli che devono fare l’esame con me sono pregati di mettersi in corridoio. Mi raccomando, al minimo accenno di cicaleccio mi alzo e sospendo le interrogazioni. Un avvertimento che valga per … Continua a leggere Un professore intransigente

Vita da…posate

Se qualcuno fosse stato presente nella cucina, avrebbe sicuramente sobbalzato,  spaventato e stupito da quegli strani rumori provenienti  dal cassetto delle posate. Era compito del cucchiaino da the dare il segnale:  al suo via si scatenava la festa! Ogni notte così: forse vittime felici di un qualche misterioso incantesimo si ritrovavano, non più oggetti inanimati bensì esseri senzienti. Erano ormai note le abitudini di Elisa, … Continua a leggere Vita da…posate

Quando imparai l’uso delle posate

Mia madre sapeva raccontare le storie. Bambina riottosa e viziata, l’unico modo per quietarmi era ricorrere all’incantamento della favola. Come, per esempio, quando mi ostinavo a voler usare solo il cucchiaio, sebbene, seduta a tavola, conoscessi ormai le regole del corretto uso di tutte le posate. “Stanotte che diranno di te?” scherzava mamma, mentre cantilenava la taumaturgica filastrocca coniata per l’occasione: Il coltello taglia e … Continua a leggere Quando imparai l’uso delle posate

Ricordi

Come ogni mercoledì, Isidoro uscì di casa e con la bicicletta imboccò la soprannominata “via della tomba”. Il percorso si snodava lungo la provinciale per poco più di un chilometro, fino alla piazzola alberata dove s’apriva il cancello della casa di tutti. Il rito dell’appuntamento settimanale era sempre lo stesso: eliminare i fiori appassiti, cambiare l’acqua al vaso, disporre quelli freschi, pulire la lapide, guardare … Continua a leggere Ricordi

Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)

Egregio signore Siamo spiacenti di dover comunicare il suo licenziamento resosi purtroppo necessario a seguito del suo scarso rendimento e del suo comportamento difforme dai dettàmi del contratto da Lei sottoscritto. Riteniamo doveroso esplicitare, dettagliandole, le motivazioni all’origine della spiacevole azione che la direzione si è vista obbligata ad intraprendere: innanzitutto giova ricordare che la sua mansione prevede una stretta sorveglianza del soggetto affidatole affinché … Continua a leggere Licenziamento (del proprio inadeguato Giudice interiore)