Elogio del mio coniglio

Mi fissi, di sguincio, col tuo occhio destro. Pare inespressivo ma io ci leggo, oltre alla parsimoniosa fiducia (non fuggi via e mi consenti di accarezzarti mentre sembri sonnecchiare) una sempiterna diffidenza. Tu, eterna preda, sei consapevole di non poterti concedere con leggerezza a chi afferma di amarti. Dovresti insegnare a noi donne questo “amore guardingo”: quell’abbandonarsi all’altro con occhi socchiusi ma con le orecchie … Continua a leggere Elogio del mio coniglio

Da “Argo il cieco” di Gesualdo Bufalino

Venne il giorno del gran ballo all’aperto, un martedì sera, ch’era il ferragosto del cinquantuno. […] Mi alzo, m’affaccio dalla ringhiera sulla tenebra della valle. C’è un silenzio! Benché, voltandomi, turbina il girotondo di commovente illusione, girano dame con cavalieri, sorridono, ridono i futuri defunti, le future buonanime del millenovecentonovantanove… Ignari che un’orda invisibile di neonati e neonate, chiusa per ora nei loro lombi, nelle … Continua a leggere Da “Argo il cieco” di Gesualdo Bufalino

Sliding doors

Eteree figure popolano la mia volta celeste. Talvolta fanno capolino insinuandosi nei miei sogni. Tornano. Migliori, perfette, fantastiche, in un immaginario presente, propongono realtà alternative. Sono le scelte che non ho fatto, le opzioni abbandonate, le possibilità perdute. Diversi scenari ormai dissolti, scacciati dal vissuto, si ripresentano, tronfi e ingannatori, rivendicando il proprio valore scioccamente ignorato. Abbracciati a mister rimpianto annegano la nostalgia in generosi … Continua a leggere Sliding doors

Elegia felina

Sempre meno agile, sempre più schiva, il passo più incerto, lo scavalcare del cancello sempre più improbabile con quel suo trascinarsi affaticato e tardo Il suo è uno strano sguardo: assorto, dolente. Non sono visibili segnali di malattia. E’ semplicemente anziana. Si è rimpicciolita, così come succede al corpo di alcuni  anziani umani, le cui giunture si rattrappiscono e i muscoli si accorciano. Ha il … Continua a leggere Elegia felina

Sassi

Sono lastricati di sassi i miei solitari passi. Nei ciottoli, nella selce, nella ghiaia, nella roccia, nelle mura, nelle lapidi. Compatti, sferici, colorati levigati dal tempo ornamentali e “di compagnia”; aguzze come lame, le pietre d’inciampo aspiranti, invano?, a una memoria diffusa; grezzi e calcarei. incastrati a mosaico nelle muraglie a secco di ogni cultura; teche preziose di scheletri, gusci, conchiglie, fossili e sedimenti di … Continua a leggere Sassi

I sognatori (Stephen King, You like it darker)

“La terra è il nostro formicaio. Le stelle che vediamo di notte sono il primo centimetro dell’eternità. Un giorno, i telescopi, forse lanciati nello spazio fino a raggiungere la luna o Marte oppure oltre, ci mostreranno galassie al di là delle galassie, nebulose nascoste dietro altre nebulose, meraviglie impensabili, fino ai confini dell’universo, oltre i quali ci potrebbe essere un altro universo”, in Stephen King, … Continua a leggere I sognatori (Stephen King, You like it darker)

silenzio

Lo senti il silenzio? Senti come pungola il tuo essere? Riesci persino a sentire il suo sapore, ora acidulo ora dolciastro. Puoi osservare la luce rifrangersi nel suo cristallo e carezzare la sua soffice essenza mentre ascolti il suo misterioso canto. “C’è un grande silenzio, dove non c’è mai stato suono. C’è un grande silenzio dove suono non può esserci” (da “Lezioni di Piano”) Continua a leggere silenzio

14 maggio 2024 – Alice Munro

Scrivevo nel 2008: La scrittura di Alice Munro è come una coperta avvolgente, rannicchiata nella quale puoi scoprire: Profondamente femminile, Alice Munro riesce a maneggiare i multipli volti dell’amore con sobrietà, senza scadere nel sentimentalismo, senza screditare od offuscare l’effimera durata della passione o la banalità dell’ingrigire di un rapporto. Una scrittrice-amica con cui senti di condividere ciò che a volte fatichi a confessare a … Continua a leggere 14 maggio 2024 – Alice Munro

Vespro

Questa luce, residuo di un giorno che silenziosamente va a posarsi sulla lunga pila dei fratelli ormai trascorsi; questa luce truffaldina, regalo d’aprile e di un’ora che non sa scegliere se essere crepuscolo o ancora meriggio; questa luce che solletica desideri e pensieri, che mescola nostalgia e fermento, è una luce propizia all’estate che si fa prossima e cura e lenisce le ferite del cuore. Continua a leggere Vespro

Testuggini

Tralucente, tiepido tramonto. Tre tranquille tartarughe tiratardi trascorrono tempo triturando tenacemente tarassaco together trifoglio. Tapum! Terribili tuoni turbano timpani. “Temporale, temporale!”, trasecola Torquato tremebondo. “Tre … tre … tremo tutta”, tartaglia Tecla terrorizzata. “Tempaccio traditore” temporeggia truce Tobia. Tutte tre trotterellando trovano tana. Continua a leggere Testuggini