Settembre (Vittorio Sereni)

Lipogramma in E

Il nono sul datario

L’aroma d’autunno sfuma fra i giardini,

l’animo si turba: il lago un poco

si ritira da noi, mostra scorci di spiaggia

colmi di inutili rifiuti,

voganti infranti, tramagli strappati.

L’alito arioso, indorando filari di grappoli d’uva,

già inclina, prossimo alla stasi,

i vaghi, chiassosi giorni agostani.

In un futuro ormai corto

il cammino si farà più coraggioso,

misurando il guado a passo tardo coi cani

avvolti da un’onda continua, minuta.

Testo originale di Settembre

Già l’olea fragrante nei giardini
d’amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d’aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell’onda che rotola minuta.

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