La vecchia casa di campagna

Questo lo portiamo nella vecchia casa di campagna”,

ecco la magica formula di chi,

incapace di disfarsi di ricordi

di persone amate,

ha trasformato la dimora estiva

in ricettacolo di storie di generazioni,

anticamera di sgomberi non desiderati.

La vecchia casa di campagna

mostra così i segni del tempo che scorre,

pronta ogni estate a riproporre

le sue fragilità note e ignote.

Minuscoli fori nel legno

confermano la presenza di segreti abitatori,

e le zampe sottili

di solerti tessitori

invertono il rito di Penelope,

filando ogni notte

ciò che di giorno distruggo.

Le croste dell’intonaco aumentano,

nuovamente si accartocciano

sospese a mezz’aria.

Osservano, beffandosene,

gli sforzi compiuti per eliminarle.

L’intemperante rubinetto della cucina

non ha ancora deciso

se assolvere alla sua funzione,

trattenendo ingordo

il flusso dell’acqua.

Gli scalini della scala a chiocciola

scricchiolano come ginocchia anchilosate.

Cara, vecchia casa di campagna

resisti e insisti

nel tuo lento logoramento

e vana si dimostra

la gentile manutenzione,

chè forse richiederebbe maggior vigore.

Ma ognuna impegnata nel proprio declino,

entrambe sappiamo

di scambiarci ciò che possiamo,

per mantenere in bilico

un briciolo di decoro.

Perché entrambe apprezziamo

il valore dei piccoli gesti di cura,

che ci ricordano il senso

dell’amore da vecchi.

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