Frequenze

Margherita amava i fiori.

Sarà stato per il nome, scelto dalla madre, che pure aveva nome Viola.

O forse perché da bambina le metteva tanta allegria guardare il nonno mentre curava, a fianco dell’orto coi suoi prodotti dalle infinte sfumature del verde, quel lembo di terra ricco di colore.

Oppure perché, da quando si era trasferita in città, i vasi del terrazzo erano i soli, in mezzo al grigiore, che le permettessero di sentirsi ancora membro della grande famiglia del mondo.

La canzonavamo amorevolmente per quel suo modo di parlare alle piante quando, chinata su di esse, sussurrava ignote e misteriose frasi a loro riservate.

Ricordo la festa di fine anno quando, un poco alticcia ma apparentemente felice, cercò di spiegare a noi scettici, la legge della Risonanza, a Lei tanto cara: secondo taluni studiosi e filosofi, nell’Universo ogni cosa è energia ed ogni sua singola parte, dal sasso al pachiderma, vibra ad una data frequenza.

Sosteneva di avvertirle distintamente e di percepire ogni singola sfumatura: sempre diverse come differenti sono i colori delle azalee e dei girasoli, delle peonie e dei rododendri.

La nostra stessa amicizia, affermava, era conseguenza di vibrazioni affini; “e ciò vale anche per i fiori” diceva.

Quando, con voce pacata, si rivolgeva loro mormorando chissà cosa, era certa di cogliere il dolore come la felicità, di sentire quel “suono silenzioso”.

“Ti sei mai chiesta” continuava, “per quale motivo osservando un dipinto o un albero o semplicemente incontrando uno sconosciuto capiti di provare qualcosa di inspiegabile, come una sintonia? E’ solo Energia che vibra all’unisono” e con i suoi fiori, diceva, questa magia si ripeteva costantemente.

Credetti di essere stata condizionata dai suoi discorsi quando cominciai a notare che, quando era di umore malinconico, anche le piante apparivano svigorite.

Ora so che non era suggestione.

L’amica di sempre, quella le cui frequenze meglio si incontravano con le mie, fu ritrovata in una dolce giornata di aprile, dolcemente distesa sulla sdraio del terrazzo, circondata dalle sue amate piante. Il suo cuore si era fermato ed i suoi fiori erano appassiti…tutti.

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