definizioni erronee

Oggi ho letto sul giornale 
la notizia singolare
che il famoso dizionario
(pare fuor dell’ordinario!)
di sinonimi ha farcito
con un termine proibito
e parole sconvenienti,
offensive ed indecenti,
delle donne il gentil nome,
nella sua definizione.
La normale conseguenza,
(è questione di decenza!)
è una lettera indignata,
da più dame già firmata,
per spiegare al mondo intero
ciò che è giusto onesto e vero:
se una donna è infermiera,
insegnante o parrucchiera,
di sicuro in quanto al nome
e alla sua definizione,
alla voce non c’è traccia
del mestier che ognuna faccia.
Perciò ora ci si chiede
perché mai qualcuno crede
che indossare una sottana
equivale a esser puttana.
Mentre la definizione 
che di “uomo” si propone
è di “essere cosciente”
(e si omette il “prepotente”)
l’Uomo è “uomo di rispetto”
(anche se violento a letto).
Se alla scuola ora si insegna
(e la cosa appare indegna)
che nella definizione 
del vocabolo in questione,
si può osar chiamare “cagna”
ogni donna, ogni compagna,
allora per par condizione
l’uomo ha da esser “coglione”!

2 pensieri su “definizioni erronee

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