Sonetto: “La pecora nera”

Dell’indistinta gregge la regina, son l’esemplare con il manto scuro, ovviamente di nome fo’ Nerina (certo banale lo è di sicuro). Nel cor del can pastor sono la spina, da lui scappo scavalcando il muro, sola corro veloce, me tapina, nulla importa se poi mi spauro. Libertà val bene qualche tremito, come malinconia ninfa gentile piacere vero è sentir quel fremito; la vita no, non … Continua a leggere Sonetto: “La pecora nera”

Vicini ideali (Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori)

I miei vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità. Non leggono, non pagano tasse, non fanno diete, non hanno preferenze, non cambiano ida, non rifanno il … Continua a leggere Vicini ideali (Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori)

al bivio

L’uomo sedeva assorto scrutando, al di là della finestra, un punto lontano all’orizzonte. Seduto sulla piccola sedia di formica un tempo di colore bianco ed ora segnata dal tempo, in quella stanza asettica e triste come lo sono sempre gli ambulatori medici, attendeva ansioso il proprio turno. Da qualche tempo accusava quel lieve disturbo che, col passare dei giorni, giorni in cui aveva sperato invano … Continua a leggere al bivio

Odissea

Opera omerica ove Odisseo – orgogliosamente ostinato – orzando oltremare ormeggia offrendosi ospite ossequioso ovunque (ohimè, occasionalmente ostaggio). Orsù, Omero, oratore olimpico, onoraci orecchie omaggiando ottemperati ostacoli odissei, ovvero: – ottuso, orripilante omone only one occhio: ORBO – ondine odalische osannanti odi: OLTREPASSATE – offerta obnubilante oblio occultato: OTTIMO OSTRACISMO – oltranzisti, ostili, oppressivi occupatori: OPPUGNATI – osteggiata, operosa, oberata ognora orditrice: OLIVO OBNUZIALE Orbene, … Continua a leggere Odissea

Incontri

Chi sei? Sono il tempo. E che fai? Passo. Qualcuno ti dirà che non è vero, c’è chi mi accusa di “non passare mai”…salvo poi lamentarsi del fatto che “sono passato troppo in fretta!” A che serve “passare”? Non so, è la mia natura. Pare che al mondo tutto serva a qualcosa (anche se molti hanno delle perplessità riguardo alle zanzare). Sai che c’è chi … Continua a leggere Incontri

Sui libri di carta (Umberto Eco)

I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra e abbandonati sul petto o sulle ginocchia quando ci prende … Continua a leggere Sui libri di carta (Umberto Eco)

Vite alla finestra

Da questo angolo di mondo osservo: è sera. Gli edifici colorati, le cui tinte al calar del sole vanno scomparendo uniformandosi in un color tramonto, paiono le quinte di un grande palcoscenico. Le finestre cominciano una curiosa danza illuminandosi alternativamente e mostrando, dietro di esse, immagini dai contorni umani. È una scacchiera luminosa, è il tabellone di un gioco le cui caselle si accendono mostrando … Continua a leggere Vite alla finestra

La vita non è uno scherzo di Nazim Hikmet (lipogramma in O)

LA VITA SIA MAI PRESA PER BURLA La vita sia mai presa per burla. Prendila seriamente, chè un qualsiasi, semplice animale sarebbe da imitare, senza aspettare che nulla giunga da altri spazi vicini e dall’aldilà. Ti resta unicamente da vivere. La vita sia mai presa per burla. Prendila seriamente, ma seriamente a tal guisa che se, aderente a una parete e le mani legate, ma … Continua a leggere La vita non è uno scherzo di Nazim Hikmet (lipogramma in O)

Racconto d’agosto

Quando la navicella toccò il suolo terrestre atterrò, silenziosa come una farfalla su un petalo, tra gli ulivi millenari di una infuocata campagna pugliese. Era il primo giorno di un torrido agosto. Quello che vide la creatura proveniente da chissà dove fu una distesa di alberi ritorti, avviluppati su loro stessi, curvi come anziani provati dal peso della vita. Lo straniero si avvicinò guardingo ad … Continua a leggere Racconto d’agosto