Oltre tutto
L iberata, U disti C anti I nediti, A ncestrali Continua a leggere Oltre tutto
L iberata, U disti C anti I nediti, A ncestrali Continua a leggere Oltre tutto
“Zuccona!” Strillano le sorelle alla terza piena di sussiego, per nulla minimamente ferita nel suo Ego. “Le stolte siete voi, zucchette, nel considerare la saggezza inversamente proporzionale alla mia grandezza“. Restano le due senza parole, innanzi alla grossa zucca piena di sussiego. Continua a leggere Taglie forti
“Li sveglia e il primo riverbero d’umido sole li sorprende sempre così, con gli occhi al soffitto, metà imbrattati di sogni, metà di paura, intenti a tracciare fra le travi lignee di forza e di fuga, un intreccio di svincoli, botole e crepe, alla fine dei quali li attenda una felice assenza di peso, un’aerea dissennatezza, un sentimento di volo che nel loro idioma mentale, … Continua a leggere Le menzogne della notte – Gesualdo Bufalino
Marcia il tempo. Atterrano le foglie tinte d’autunno. Continua a leggere Foliage
«Non ho nulla, non lascio nulla, non chiedo nulla. Nuda come sono nata me ne vado, ignorante di ciò che il mondo aveva. Ho sofferto ed è l’unico bagaglio che ammette la barca che porta all’oblio.» Continua a leggere Teresa Wilms Montt (Diario intimos, Parigi 1921)
Annegavi in un ruscello sono accorso immantinente e sfilandoti l’anello detto t’ho: fra noi più niente Mi guardavi un po’ allibita affondando senza aiuto con le affusolate dita che accennavano a un saluto Mi son chiesto: -val la pena di bagnare il mio vestito, se la sera prima appena mi volevi per marito? Ripensavo poi al momento, alle bolle di sapone, le parole … Continua a leggere Annegavi in un ruscello – poesia di (un giovane) Andrea G. Pinketts
Ascolta… puoi sentire le voci di chi urla al cielo disperazione e rabbia? Forse il suono si è disperso tra i boati ed il frastuono, non riuscendo a giungere sino a noi. Eppure lo conosciamo, e ci fingiamo sordi; ma non potremo sottrarci all’impietoso riflesso dello specchio. Continua a leggere Gaza
Affacciata alla finestra del tempo, immobile sta, la locusta, illuminata dai brandelli di una residua estate. Ebbra del suo infinito presente, ignara, non avverte il profilarsi del cupo mantello che, nelle ore ultime, avvolgerà le sue ali. Continua a leggere La locusta
Geniale artista argentino, Erlich crea illusioni instillandoti il dubbio se sian realtà oppure finzioni. Sono giochi di specchi, suoni, visioni, riflessi, prospettive diverse per contraddire se stessi. Scoprire chi sei in mille versioni … forse meglio pensarle mere illusioni. Mostra Leandro Erlich, Milano, 28 settembre 2023 Continua a leggere Specchi
Mentono, queste campane a festa. Con suono metallico, sgradevole e invasivo, millantano gioie che non possono offrire. Si impongono prepotenti, nei giorni solenni, lacerando la quiete operosa e sacra, dell’ora del banchetto. Quando hanno ritmo lento e costante, non fanno che augurare lieti trapassi e soprannaturali incontri, ancora infrangendo indifferenti e fiere, l’inviolabile, insostituibile, armonioso e ormai raro, silenzio. Continua a leggere Campane
Se ne vanno i giorni, vuote pagine bianche dove altri scrivono chi tu sei. Continua a leggere Se ne vanno …
Hanno un suono diverso i passi sui sentieri ammantati di foglie. Mutano i colori, aggraziati dal rosseggiare delle bacche e l’azzurrare del resistente plumbago. Oziose tartarughe pigreggiano in attesa del sonno invernale. Il sole, discreto, si congeda in anticipo, cedendo lo spazio alle incalzanti ombre serali e l’aria brunita già profuma di uva fragola. Poco distante l’allegro crepitio del primo fuoco nel camino è gioiosa … Continua a leggere Preludio d’autunno
A proposito di muri che cadono adagio … “Si deve scavare una buca abbastanza profonda, in modo che la terra ricopra la metà inferiore del corpo e le parti intime, in modo da difendere il senso del pudore dell’adultera, dopo di che si possono cominciare a tirare le pietre” Sermone di un imam sulla lapidazione delle donne adultere Continua a leggere Inciviltà
“Sveglia, ero oppressa da un incubo: nell’appartamento di sopra, in quello contiguo, nei bianchi casamenti moderni che sorgevano accanto al nostro, in tutte le case di Roma, in tutte le case del mondo, vedevo le donne sveglie nel buio, dietro l’invalicabile muro delle spalle maschili. Parlavamo lingue diverse, ma tutte tentavamo invano di far udire le stesse parole: nulla poteva attraversare l’incrollabile difesa di quelle … Continua a leggere Dalla parte di Lei
Detesto il rumore del mondo. Me ne andrò in letargo presto. Foto di Nottola Continua a leggere Soliloquio
Di verde brillante s’adornano le scale. Pioggia d’agosto. Continua a leggere Green carpet
P rosperi L aggiù U bertoso: M agnifici B agliori G etti O vunque. Continua a leggere Plumbago
Ardenti desideri, incontenibili emozioni, mentre il tempo ci inghiotte. Continua a leggere Giovinezza
E’ qui,nel rassicurante abbracciodi queste sinuose colline,che il caldo respiro della terrasi fa sentire;ed io mi abbandono,infante inerme,assaporando scaglie di felicità Continua a leggere colline
Guardo il mare.Brilla.Stelle, alla ricerca di frescura,galleggiano oggi giocose sulla sua superficie.L’intera via lattea ondeggia festosasul vasto liquido blu.Ieri invece lunghi graffi di bianca spuma mostravano le ferite inferte dalla furia di Eolo.Ma ogni notte, silenziosamente, impercettibilmente,l’acqua si tramuta in inchiostro‘sì che la luna possa eternamentetracciare, con linee argentate,i suoi segreti e misteriosi messaggi. Continua a leggere del mare
La signorina Albenga del vecchio Prugnolo si è infatuata e stretta a lui si è tenacemente abbarbicata. Ma l’attempato albero non sembra darle retta e allora lei ha sciorinato certa sua succulenta robetta. Riuscirà ad essere finalmente notata la giovane Albenga infatuata? Continua a leggere Stranizza d’amuri
ciao luce della sera il tuo profumo di umanità e mare suscita nuove inaspettate emozioni. Sussurrando, racconti storie di chi, prima di noi, ha sperato e amato su questa terra lieve. Continua a leggere sera
Stanco mi abbandono al passionale abbraccio del mio innocente amico Maestrale Continua a leggere Resa
Esemplari le vite che trovano felicità in precario tappeto muschioso. Essenzialità- Continua a leggere Frugalità
Ardua impresa ricomporre i cento legnetti relativi a un puzzle di colorati micetti. Gin e Noirette, dispettosi gatti incuriositi, di un buon numero di pezzi si sono impadroniti. Sconsolati e perplessi giacciono Tartalù e i restanti legnetti. Continua a leggere Puzzle di gruppo
Del nulla che sono, apprezzo la caducità; del vuoto che rappresento, l’inconsistenza. Attraverso il mio tempo con passo silenzioso, pochi notano la mia presenza. Ignota l’essenza, la via ed il traguardo. Incomprensibile la ragione del viaggio. Resta la meraviglia negli occhi di chi osserva che, nell’impenetrabile mistero, scorge la bellezza. Continua a leggere Elogio della farfalla (e di tutte le creature)
Fisso firmamento, figurandomi fuga fantasmagorica. Fantasioso filmato: fruscio fresche fronde fronzute; fragranze floreali; frullio frotte fringuelli; flirtanti farfalle fra fucsie.fresie-fiordalisi;, festosi fauni, folletti, fate. Fulgidi frammenti fallace felicità: fuochi fatui, fine fiabesca fantasticaggine. Faide fratricide; fischi fragorose fucilate fulminanti; fiumi fuoriusciti – frane, fango -,; fanciullezze ferite; feroci femminicidi; funeree fiaccolate, facinorosi furbetti fraudolenti; frodi fiscali; fanatismi; fame. Fotografo futuro: fumoso, fosco, funesto. Fingersi felici? … Continua a leggere Fosse felicità …
“Questo lo portiamo nella vecchia casa di campagna”, ecco la magica formula di chi, incapace di disfarsi di ricordi di persone amate, ha trasformato la dimora estiva in ricettacolo di storie di generazioni, anticamera di sgomberi non desiderati. La vecchia casa di campagna mostra così i segni del tempo che scorre, pronta ogni estate a riproporre le sue fragilità note e ignote. Minuscoli fori nel … Continua a leggere La vecchia casa di campagna
Gli uomini ripetono continuamente: “Che vita da cani”. Credono che gli animali siano umili e sventurati. Io ho studiato a lungo gli animali e so che gli uomini si sbagliano, perché una formica non si fermerebbe mai per sospirare che la vita non è cosa per cui valga la pena, e a un asino non verrebbe fatto di pensare: “Come sono stanco di essere un … Continua a leggere La felicità dei tristi
Quando ci reincontreremo l’aria sarà satura del profumo dolce del gelsomino, delle sinuose note del ricordo, dell’amaro gusto del rimpianto. Quando ci ritroveremo avremo già percorso buona parte del cammino. Saremo stanchi, con le palpebre pesanti e il respiro in affanno. Ma sarà bello risentire corde vibrare ed il cuore battere a tempo, con la mente che fugge, ancora una volta, nei remoti luoghi proibiti. Continua a leggere ritrovarsi