Luogo sicuro

Un luogo sicuro dov’è? Mi fermo: respiro. Di nuovo paura. Mi fermo: respiro ancora. La felicità forse è lungo la strada, tra le righe delle scritture di donne che l’hanno già percorsa. Strade che nel ricordo profumavano di mimosa quando io, giovane donna, le percorrevo con un libro in tasca, sentendomi libera e felice. La felicità ora è decidere di fare, creare, annotare – nel … Continua a leggere Luogo sicuro

Pace salariale

“Fai pace con il tuo respiro. Respira pompieri e macerie, espira interi edifici e stormi di merli rossi. Respirate i terroristi ed espirate i bambini che dormono e campi appena falciati. Respira confusione ed espira aceri. Respira i caduti ed espira intatte le amicizie di una vita. Fai pace con il tuo ascolto: udendo le sirene, pregate forte. Ricorda i tuoi strumenti: semi di fiori, … Continua a leggere Pace salariale

LE GRATITUDINI

Stavolta condivido un piccolo ma prezioso romanzo di Delphine De Vigan ” Le Gratitudini” (ed. Einaudi): credo che ognuno di noi ha dei “piccoli tesori” che abitano il cuore e che rimangono sulle scrivanie o comodini per lungo tempo a farci compagnia dopo averli letti. Di solito, per me, sono dei saggi ma, in questo caso, c’è un piccolo romanzo che molti hanno definito “una … Continua a leggere LE GRATITUDINI

Femminicidi (quesiti)

L’amore, sotto qualsiasi forma, è un’esigenza, una necessità; l’ossigeno, la prima cellula, la chiave di volta dell’esistenza. La sua mancanza genera mostri. Voraci, assetati, contaminati da livore e tristezza. Diviene intollerabile la visione dell’altrui appagamento sino ad estreme conseguenze. Dall’amore all’odio, sommità che si congiungono. I soliti Eros e Thanatos? Questo dovrebbe farci comprendere e accettare ciò che oggi accade? La violenza ammorba il nostro … Continua a leggere Femminicidi (quesiti)

Casa

Gli anni passati a vagare non sono bastati. Non sono stata in grado di trovare il mio posto, la mia casa. Ovunque approdassi era il bisogno di ripartire la prima delle sensazioni. Via, ancora una volta, alla ricerca di una collocazione. Erro, straniera nel mondo, cieca, incapace di fondermi, di sentire l’abbraccio, col desiderio di fluire come acqua e la sensazione di essere pietra. Continua a leggere Casa

Anime cave

Forse qualcuno, un tempo, ti avrà amata. Forse tua madre o il tuo sposo, forse Dio. Ma tu… non te ne sei accorta. L’amore potrebbe essere scivolato sul tuo corpo, impermeabile ai sentimenti, e tu non ne hai percepito il passaggio. Così hai covato rancore per questo dono negato. Verso tua madre, il tuo sposo, Dio. Pensavi che l’amore avesse un altro volto e non … Continua a leggere Anime cave

Girls just want to have fun

Le donne sono divertenti, ridono in gruppo, leggere e gioiose. Parlano di tutto, senza la pretesa di insegnare sempre qualcosa. Non hanno l’ambizione di lasciare una traccia nel mondo, solo il desiderio di renderlo più leggero. Sanno amare come madri anche quando non lo sono. Sono coraggiose e forti; perché ci vuole coraggio quando sei la parte più debole, quando la tua voce è più … Continua a leggere Girls just want to have fun

Sul gatto (Giovanni Rajberti)

Che egli pensi, e molto e seriamente, è indubitato. A vederlo seduto sulle zampe di dietro, ritto sulle anteriori, testa rivolta un po’ da una parte. orecchie verticali colla concavità in avanti, cera preoccupata, occhio diretto a mezz’aria, sembra la personificazione del pensiero, e intendo del pensiero sublime, istantaneo, nuovo, ciò che costituisce l’inspirazione. Continua a leggere Sul gatto (Giovanni Rajberti)

Elogio del mio coniglio

Mi fissi, di sguincio, col tuo occhio destro. Pare inespressivo ma io ci leggo, oltre alla parsimoniosa fiducia (non fuggi via e mi consenti di accarezzarti mentre sembri sonnecchiare) una sempiterna diffidenza. Tu, eterna preda, sei consapevole di non poterti concedere con leggerezza a chi afferma di amarti. Dovresti insegnare a noi donne questo “amore guardingo”: quell’abbandonarsi all’altro con occhi socchiusi ma con le orecchie … Continua a leggere Elogio del mio coniglio

Da “Argo il cieco” di Gesualdo Bufalino

Venne il giorno del gran ballo all’aperto, un martedì sera, ch’era il ferragosto del cinquantuno. […] Mi alzo, m’affaccio dalla ringhiera sulla tenebra della valle. C’è un silenzio! Benché, voltandomi, turbina il girotondo di commovente illusione, girano dame con cavalieri, sorridono, ridono i futuri defunti, le future buonanime del millenovecentonovantanove… Ignari che un’orda invisibile di neonati e neonate, chiusa per ora nei loro lombi, nelle … Continua a leggere Da “Argo il cieco” di Gesualdo Bufalino

Sliding doors

Eteree figure popolano la mia volta celeste. Talvolta fanno capolino insinuandosi nei miei sogni. Tornano. Migliori, perfette, fantastiche, in un immaginario presente, propongono realtà alternative. Sono le scelte che non ho fatto, le opzioni abbandonate, le possibilità perdute. Diversi scenari ormai dissolti, scacciati dal vissuto, si ripresentano, tronfi e ingannatori, rivendicando il proprio valore scioccamente ignorato. Abbracciati a mister rimpianto annegano la nostalgia in generosi … Continua a leggere Sliding doors