Sul gatto (Giovanni Rajberti)

Che egli pensi, e molto e seriamente, è indubitato. A vederlo seduto sulle zampe di dietro, ritto sulle anteriori, testa rivolta un po’ da una parte. orecchie verticali colla concavità in avanti, cera preoccupata, occhio diretto a mezz’aria, sembra la personificazione del pensiero, e intendo del pensiero sublime, istantaneo, nuovo, ciò che costituisce l’inspirazione.